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Siderurgico, quattro morti da inizio commissariamento

Siderurgico, quattro mortida inizio commissariamento

Con Giacomo Campo salgono a 7 i lavoratori morti in incidenti all’Ilva di Taranto dal sequestro dell’area a caldo e, di questi, quattro sotto la gestione commissariale. Sono invece 51 le morti bianche a partire dal 1993 ad oggi, mentre risulta difficile la ricostruzione dall’ apertura del Centro siderurgico. Lo scrittore Roberto Nistri, nel suo libro «La città dell’acciaio» cita 386 morti dal 1960 al 1977 e mancano, quindi, i riferimenti agli anni che vanno dal 1977 al 1993. Il giornalista e scrittore Angelo Mellone riporta altra fonte sul libro Acciaiomare parlando di circa 500 infortuni mortali.

Il 30 ottobre di quattro anni fa morì il 29enne Claudio Marsella, operaio del reparto Mof (Movimento ferroviario), schiacciato fra i respingenti di un locomotore e quelli di un vagone durante l’operazione di aggancio di un carro ferroviario. Il 30 novembre 2012 fu la volta di Francesco Zaccaria, anch’egli 29enne, rimasto intrappolato nella cabina guida di una gru caduta in mare al passaggio del tornado che devastò parte dello stabilimento. Zaccaria era al lavoro nell’area portuale gestita dall’Ilva.

Il 28 febbraio 2013 morì Ciro Moccia, 42enne operaio della manutenzione, in Ilva dal 2002, che precipitò da un’altezza di 15 metri mentre si trovava (insieme al collega Antonio Liddi, dipendente della ditta Mr, rimasto ferito) su una passerella sul piano di carico della batteria n.9 delle cokerie. Il 4 settembre 2014 altro incidente mortale nell’area dell’Acciaieria 1, dove nei giorni precedenti si era verificato uno sversamento di ghisa. Un operaio di 54 anni, Angelo Iodice, originario della provincia di Caserta, della ditta 'Global Servicè dell’appalto Ilva, fu travolto sui binari da un mezzo meccanico.

Il 12 giugno dello scorso anno morì al Policlinico di Bari Alessandro Morricella, di 35 anni, l’operaio-calciatore, che quattro giorni prima (8 giugno) era stato investito da una fiammata, mista a un getto di ghisa incandescente, mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Afo2. L’ultimo incidente che ha provocato il decesso di un operaio del Siderurgico, prima di quello odierno, si è verificato il 17 novembre del 2015. Il 49enne massafrese Cosimo Martucci, dipendente della ditta d’appalto Pitrelli, fu travolto e ucciso da un grosso tubo d’acciaio durante le fasi di scarico di pezzi di carpenteria metallica della nuova condotta per l’asportazione di fumi e polveri, nel cantiere Aia antistante l’area degli impianti del reparto Agglomerato 2

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