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al «Giannuzzi» di Manduria

Rubavano in ospedale
tre perone arrestate

Rubavano in ospedale tre perone arrestate

di Francesco Casula

Sono finiti in carcere con l’accusa di essere gli autori di due furti messi a segno nell’aprile e nell’ottobre 2014 all’interno dell’ospedale «Giannuzzi» di Manduria. Si tratta di Giovanni Petarra, 51enne di Torre Santa Susanna, Fabrizio Antonio Bianco, 34enne anch’egli residente a Torre Santa Susanna, e Antonio Pichierri, 22enne di Manduria. All’alba di ieri sono stati i Carabinieri della Compagnia di Manduria ad eseguire le misure cautelari disposte dal gip Pompeo Carriere, su richiesta del pm Antonella De Luca nell’ambito, dell’operazione denominata «Drivers ambulance».

Gli episodi finiti sotto la lente dei militari sono due. Il primo è avvenuto il 5 aprile 2014 nel bar dell’ospedale: i malviventi riuscirono a portar via il registratore di cassa e 5mila euro che si trovavano all’nterno delle slot machines oltre ad alcuni «gratta e vinci» del valore complessivo di 300 euro. Grazie al lavoro dei militari, le indagini sono riuscite a ottenere informazioni confidenziali che hanno permesso di individuare i responsabili. In particolare, in quell’occasione, Giovanni Petarra, dipendente dell’ospedale come autista di ambulanze, avrebbe fatto da «palo» mentre Fabrizio Antonio Bianco, insieme a una terza persona, avrebbe eseguito materialmente il colpo. Il gip Carriere nella sua ordinanza scrive chiaramente che Petarra per il lavoro che svolge era «perfettamente a conoscenza della stato dei luoghi, della dislocazione dei vari uffici, della possibilità di accedere da quell’ingresso secondario, del percorso per arrivare all’ufficio confinante col bar» e quindi ha potuto fornire tutte le informazioni necessarie al suo compaesano impegnato a eseguire il colpo. I due erano in costante contatto telefonico utilizzando due schede formalmente intestate a un cittadino indiano completamente estraneo ai fatti. I due, inoltre, si sarebbero incontrati dopo il colpo. Alcune testimonianze hanno rivelato che Bianco portava con sé un pacco voluminoso che è stato poi caricato nell’auto di Petarra. Dettagli che i Carabinieri hanno riscontrato grazie alle immagini di videosorveglianza raccolte nelle indagini. Ma la conferma delle loro responsabilità è giunta dopo il colpo di ottobre 2014. In quell’occasione, infatti, Bianco e Pichierri erano stati filmati a volto scoperto dalle telecamere piazzate da una dipendente all’interno dell’ufficio dopo una serie di strani furti. Dalle riprese era evidente che i due erano costantemente in contatto con telefonico con qualcuno che forniva direttive. Anche in questo caso, secondo l’accusa, il complice era Giovanni Petarra che avrebbe assunto anche il ruolo di «basista» fornendo le chiavi di un ingresso secondario dell’ospedale.

«Appare quindi assolutamente evidente - scrive il gip Carriere nelle 28 pagine di ordnanza - che in tale azione delittuosa, come già in quella del 5 aprile 2014, il Petarra, avvalendosi delle sue conoscenze e possibilità legate alla mansione svolta di autista delle ambulanze dell’ospedale, abbia funto da “palo” all’esterno del nosocomio, abbia agevolato l’ingresso nella stesso degli autori materiali del furto» fornendo le chiavi ai complici e «abbia dato a costoro, dapprima a voce e poi in contatto telefonico, indicazioni e direttive su dove e come dirigersi e cosa e dove cercare». Nell’inchiesta è coinvolto anche una quarta persona, ma secondo il gip Carriere per questa non vi erano esigenze cautelari tali da disporre l’arresto.

I Carabinieri, infine, hanno evidenziando anche la piena collaborazione offerta del personale direttivo dell’ospedale «Giannuzi» che ha consentito di raccogliere in tempo utile ulteriori riscontri e arrivare all’arresto dei tre.

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