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La vertenza

Cementir, 106 licenziati
46 riguardano Taranto

Cementir, 106 licenziati46 riguardano Taranto

«Dopo mesi di richieste di incontro presentate dalle organizzazioni sindacali sulle criticità e le prospettive industriali di Cementir, rimaste inevase, ieri l’azienda ha rotto questo silenzio assordante annunciando la volontà di procedere a licenziamenti collettivi per 106 lavoratori del gruppo, di cui 47 per lo stabilimento di Taranto». Lo rendono noto le segreterie di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Taranto, che hanno inviato una lettera al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al sindaco di Taranto Ippazio Stefano, al presidente della Provincia Martino Tamburrano, al prefetto Umberto Guidato, ai parlamentari ionici e ai consiglieri regionali, chiedendo «un incontro urgente per valutare la possibilità di eventuali azioni comuni al fine di scongiurare i licenziamenti». Ciò «anche alla luce dei recenti accordi sottoscritti da governo, Regione Puglia, Comune e Provincia di Taranto (Cis e Patto per la Puglia) che - ricordano - destineranno a questo territorio ingenti risorse economiche propedeutiche al rilancio del settore».
L’annuncio dei licenziamenti, sottolineano i sindacati, "arriva alla vigilia della scadenza dell’accordo sui contratti di solidarietà sottoscritto il 14 settembre 2015. Tra gli impegni assunti da Cementir un anno fa con i lavoratori e le organizzazioni sindacali c'era non solo la presentazione del piano di investimenti per lo stabilimento di Taranto per il 2016, ma anche la possibilità di rinnovare il contratto di solidarietà in virtù della proroga della concessione d’uso del quarto sporgente e della calata numero 4 da parte dell’Autorità portuale». I sindacati di categoria stanno valutando «le azioni da mettere in campo nei prossimi giorni dopo aver già proclamato lo stato di agitazione al termine delle assemblee tenute in fabbrica oggi con i lavoratori».

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