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Il porto di taranto e le nuove sfide

Traffico navi da crociera
e distretto della logistica
per il settore energetico

Nelle giornate di giovedì e venerdì due incontri organizzati dallo «Ionian shipping consortium»

Traffico navi da crociera  e distretto della logistica  per il settore energetico

di Giacomo Rizzo

«Bisogna essere innovativi e non pensare che in situazioni di crisi, come quella che vive Taranto, si può fare a meno della cultura e dell’internazionalizzazione . Questa due giorni serve a far luce su questi aspetti, a cominciare dal porto, uno degli assi principali di questa cittá». Così il presidente dello Ionian Shipping Consortium, Rinaldo Melucci, ha presentato la due giorni di workshop, in programma giovedì e venerdì prossimi al Castello Aragonese di Taranto, in cui si discuterà di sicurezza nella navigazione commerciale, di shipping, nuovi mercati e prospettive di sviluppo commerciale per Taranto. Sono i temi cardine degli «Ionian shipping days», organizzati dall’omonimo consorzio, nato nel marzo del 2015 grazie alla sinergia di nove agenzie marittime tra i soggetti che avevano presentato manifestazioni di interesse per le aziende Ilva, nello specifico per la società Ilva Servizi Marittimi, e che fa parte della cordata «Ulisse», unico soggetto in campo per la concessione di parte della banchina del molo polisettoriale del porto nell'ambito del bando per il terminal container. Le due giornate, i cui contenuti sono stati illustrati nel corso di una conferenza moderata da Nicla Pastore, a cui hanno partecipato anche Arcangelo Santamato, vice presidente dello Ionian Shipping Consortum, e il capo ufficio stampa del Comando Marittimo Sud, Benedetto Esposito, vedranno riuniti gli operatori economici dello shipping, provenienti da numerosi Paesi europei, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria. La manifestazione è patrocinata da Marina Militare, Università di Bari, Autorità portuale di Taranto, Comune di Taranto, Camera di Commercio, Confindustria, fondazione Michelagnoli e «Propeller Club of Taras».

«Per andare oltre gli slogan - ha sottolineato Melucci - bisogna pensare veramente a fare cultura del mare, a fare ragionamenti sulla blue economy, che non significa soltanto attendere il lavoro dei grandi player nel porto, come Ilva, Eni o Cementir. Significa iniziare a progettare il futuro del porto facendo rete tra le imprese e facendo formazione e cultura negli aspetti che fanno elevare le professionalità del settore».

In occasione dei due convegni lo storico veliero «Palinuro» sarà ormeggiato nella vicina banchina.

Nella mattinata di dopodomani saranno approfondite le questioni legate al porto, al commercio marittimo, alla sicurezza nelle rotte mercantili e ai nuovi mercati, come quello legato al traffico crocieristico (lo scalo ionico è stato infatti inserito negli itinerari della stagione estiva 2017 della Thomson Cruises, compagnia di navigazione anglosassone). Parteciperà Fulvio Carlini, presidente di Italian Cruises Shipping Services stl. L’incontro si concluderà con il conferimento di borse di studio agli studenti del dipartimento ionico in «Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo», tra quelli che si sono particolarmente distinti nella redazione di tesi sull’economia portuale e la materia doganale. Venerdì si terrà invece il convegno «Oli e gas. Prospettive di sviluppo sostenibile per Taranto». Tra i relatori ci saranno Alessandro Oriolo, presidente di Saga Italia spa, che fa parte del Gruppo Bolloré, leader mondiale nel campo dei trasporti internazionali e della logistica integrata, e Sergio Polito, presidente di Assomineraria.

«Questa giornata - spiega Melucci - è dedicata a uno dei progetti che in qualche maniera sta prendendo vita all'interno del porto e del molo polisettoriale che sarà e cioè la possibilità di creare un distretto di logistica del settore energetico Oil e gas. Non parliamo di trivelle, di problematiche dal punto di vista della sostenibilità. Parliamo di segmenti, un po' come è stato per la Belleli in passato per questa città, che richiedono molta manodopera qualificata. E noi crediamo che questa possa essere un’alternativa importante».

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