Mercoledì 20 Giugno 2018 | 21:22

caporalato

Braccianti sfruttati
retata in campagna

controlli per la vendemmia Ginosa Marina: tre euro per essere accompagnati al lavoro

Braccianti sfruttati retata in campagna

di MARISTELLA MASSARI

GINOSA MARINA - È un sommerso che fa il paio con evasione fiscale, negazione delle garanzie sociali e previdenziali; distorsioni della concorrenza tra le imprese; dumping salariale e sfruttamento dei lavoratori. L’unica arma seria per «curare» la piaga del caporalato, resta la prevenzione, i cosiddetti controlli a tappeto.

E nel corso dell’ennesima «retata» notturna nelle campagne del tarantino, i carabinieri della stazione di Ginosa Marina hanno fermato un furgone che procedeva nei campi carico di braccianti rumeni. Due persone sono state arrestate per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nei campi.

I militari hanno fermato un veicolo Fiat Ducato che percorreva una strada delle contrade al confine tra Ginosa Marina e Laterza. Nel corso degli accertamenti svolti dai carabinieri, è emerso che a bordo del mezzo vi erano, oltre ai due arrestati, altre 9 persone di nazionalità romena, 5 uomini e 4 donne.

I lavoratori trasportati hanno riferito ai carabinieri di essere stati reclutati dal conducente e dalla loro connazionale, che provvedevano, con sistematicità, al loro trasporto sul luogo di lavoro dietro corrispettivo di una somma di denaro che variava dai 2 ai 3 euro a persona.

Dopo il controllo, i due caporali sono stati condotti in caserma ed arrestati in attesa dell’udienza di convalida, mentre il veicolo Fiat Ducato è stato sottoposto a sequestro. Intanto ieri mattina il gip del Tribunale di Taranto, accogliendo l’istanza del difensore degli indagati Giuseppe Passarelli, non ha convalidato gli arresti e ha scarcerato i due caporali che erano stati arrestati dai carabinieri per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nei campi.

Il gip, informano in una nota gli stessi carabinieri, «non ha accolto la richiesta del pm e non ha convalidato» gli arresti, «non rilevando condotte intese ad incutere timore e coartare la volontà dei braccianti. I due soggetti - conclude la nota dei carabinieri -, sono quindi stati liberati nel primo pomeriggio di lunedì».

Intanto sono in corso approfondimenti per verificare in quali aziende e con quali modalità di ingaggio siano stati impiegati i braccianti. Il controllo del territorio finalizzato al contrasto del fenomeno del “caporalato” dell’intermediazione e dello sfruttamento del lavoro nell’ambito delle attività agricole, sarà intensificato con l’arrivo della stagione della vendemmia. Ogni anno le forze dell’ordine cercano di porre un argine al dilagare di un fenomeno che si sviluppa tra paghe da fame e condizioni di lavoro da nuova schiavitù.

L’attenzione massima è soprattutto per il versante occidentale del Tarantino, nelle zone di Castellaneta e Ginosa, centri in cui sono presenti numerose aziende agricole che operano nel ramo delle colture stagionali di frutta e verdura. Scopo degli investigatori è far emergere ed approfondire le modalità di reclutamento della forza lavoro, le condizioni in cui lo stesso viene fatto svolgere ed il rispetto degli obblighi fiscali e contributivi cui le imprese agricole sono tenute ad adempiere.

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