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Incidenti stradali

Strage sulla statale 106
Giorgia unica superstite

La famiglia tarantina del finanziere rimasta coinvolta in uno scontro in Calabria: andavano a Messina

Strage sulla statale 106Giorgia unica superstite

Un malore, un colpo di sonno, un attimo che azzera tutto, annienta una famiglia, cancella una storia d’amore. La strada mangia, divora. È un mostro che non si sazia mai. Tre persone, padre, madre e un figlio di 18 anni, sono morte all’alba di ieri nello scontro frontale tra la loro auto ed un autotreno avvenuto sulla statale 106 a Villapiana, nel cosentino. Le vittime sono Roberto Santini, 51 anni, di Messina e militare della Guardia di finanza che prestava servizio a Taranto, la moglie Rossella Sardiello (46), e il loro figlio Marco. Giorgia, sua sorella, l’altra figlia della coppia di 14 anni, lotta tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cosenza.
«L’avevano data per spacciata - dice un collega di Roberto con le lacrime agli occhi -, poi i medici in ospedale hanno compito un piccolo miracolo». I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Taranto sono distrutti. La famiglia Santini era benvoluta da tutti ed era legata a doppio filo alle Fiamme gialle perché anche il fratello di Rossella è un militare. Lo zio di Giorgia è stato tra i primi ieri mattina ad arrivare al suo capezzale in ospedale. Prega che la nipote non molli. E con lui pregano e sperano tutti i famigliari e i colleghi di Santini.
Le vittime erano partite la notte scorsa da Taranto dirette a Messina. Lo scontro è avvenuto intorno alle 4. Santini e la sua famiglia viaggiavano su un Opel Mokka in direzione sud che, per cause ancora da accertare, si è scontrata frontalmente con un autotreno Volvo partito dalla Sicilia e diretto in Basilicata.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di Rossano e Trebisacce, i carabinieri della Compagnia di Corigliano ed i finanzieri del gruppo di Sibari.
«Erano partiti nel fine settimana per una questione di famiglia che Roberto doveva risolvere. Lui è di Messina. Ieri era stato il suo ultimo giorno di licenza, ma aveva approfittato del week end per recuperare qualche altro giorno. Martedì doveva fare la notte. Invece non lo rivedremo più».
Non si danno pace i famigliari dei Santini. Una coppia fortissima Roberto e Rossella, nonostante la vita li avesse messi alla prova qualche anno fa. Rossella aveva avuto gravi problemi di salute e, grazie alla sua tempra e all’amore della sua famiglia, li aveva superati. Lavorava in un ipermercato e si occupava dei suoi ragazzi, la luce dei suoi occhi. Le davano tanta soddisfazione. Marco, che tra qualche giorno sarebbe tornato sui banchi di scuola all’istituto Maria Pia per il suo ultimo anno di scuola superiore, era una promessa del Karate.
«Suo padre ne andava così fiero - dice un collega di Roberto -, ce ne parlava sempre e ci raccontava che lo accompagnava a fare gare in tutta la regione. La vita è un attimo. E in un attimo perdi tutto».

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