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Altolà di Confesercenti

Ampliamento di Auchan
i sospetti e le polemiche

Taranto, messe in discussione alcune procedure: «Annullare la conferenza di servizi»

auchan taranto

Altolà di Confesercenti all’ampliamento di Auchan. Il presidente Vito Lobasso ritiene che la Conferenza di servizi vada annullata per autotutela. «In caso contrario - afferma in una lunga lettera indirizzata al presidente della Regione Emiliano e al sindaco Stefàno, in cui ripercorre le tappe della vicenda - saremo costretti ad interessare la Procura perché siamo stanchi di assistere a situazioni del genere che secondo noi agevolano alcuni e danneggiano tanti».
I «pianti di coccodrillo, quando poi - aggiunge Lobasso - si vede che la città e le sue attività commerciali stanno morendo non servono a niente, riteniamo che per aiutare la città e i suoi commercianti bisogna evitare che queste si situazioni si perpetuino. Non serve prevedere il ristorno di 40 euro a mq di superficie ampliata di grande distribuzione per il sostegno del commercio tradizionale, basterebbe solo attenersi alle leggi ed al buon senso».
La domanda dell’ampliamento proposto da Auchan, fa rilevare il presidente dell’associazione di commercianti, «è stata protocollata in arrivo il 15 febbraio» mentre «la lettera di convocazione della prima riunione della Conferenza di Servizi è datata 24 febbraio. Non pensare che sarebbe stato meglio aspettare che il Comune nei primi 45 giorni previsti valutasse ed esprimesse le valutazioni, che per una sola volta eventualmente si richiedesse la documentazione carente e a quel punto entro 180 giorni in un'unica riunione la conferenza si esprimesse».
Proprio nei giorni scorsi si è chiusa la conferenza di servizi inerente la richiesta di ampliamento del centro commerciale Auchan di Taranto, conferenza che «auspicavano fosse basata - dice Lobasso - sui principi previsti dalla Legge Regionale 24/2015 (secondo la quale “le procedure di valutazione sono volte a garantire la trasparenza del procedimento e snellezza dell’azione amministrativa e la partecipazione al procedimento ai sensi della legge 241/1990: garantire l’insediamento in aree adeguate dal punto di vista urbanistico e ambientale”). A parere di Confesercenti «non è andata così in quanto sia dal punto di vista della trasparenza del procedimento sia dal punto di vista del garantire l’insediamento in aree adeguate dal punto di vista urbanistico e ambientale la conferenza non è stata il massimo. Il nostro giudizio negativo, che - sostiene Lobasso - ci ha portato ad esprimere parere contrario in conferenza di servizi, non è derivato dall’essere comunque contrari a qualsiasi iniziativa proposta dalla grande distribuzione, ma proprio dalla mancanza di trasparenza da parte di chi doveva dare chiarimenti e permettere una decisione corretta e lontana da qualsiasi dubbio di parzialità. Il sol fatto che in conferenza di servizi si discutesse una pratica di ampliamento considerata un atto dovuto, in quanto la richiesta si rifaceva all’art. 15 del regolamento regionale 27/11, non vuol dire che a questa pratica non dovesse essere applicata l’attenzione giusta per verificare la rispondenza, di questa, ai dettami normativi».
Quello «dell’atto dovuto - conclude il presidente di Confesercenti - invece ci è sembrato l’atteggiamento predominante che ha animato i partecipanti alla Conferenza di Servizi portando tutti, escluso noi, ad esprimersi favorevolmente anche se qualche dubbio lo sviluppo delle diverse corrispondenze susseguitesi nell’ambito delle quattro sedute di conferenza tenutesi non sono state dissipate».

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