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Si aspettano le motivazioni

Ritardi sulla sentenza Scazzi
Ministero avvia accertamenti

Ritardi sulla sentenza Scazzi Ministero avvia accertamenti

ROMA - I tempi della giustizia: è probabilmente l’unica cosa che la madre di Sarah Scazzi da una parte e Sabrina Misseri, sua madre Cosima e Michele Misseri dall’altra, possono davvero condividere. Perché se quei tempi si allungano, se la macchina rallenta oltre i limiti consentiti, la prima non potrà mettere un punto fermo su una vicenda devastante, impossibile da rimuovere, e i secondi non potranno far valere quei diritti di difesa che valgono per tutti. E invece, quei tempi nel processo Scazzi si sono inceppati. Mancano, infatti, a un anno dalla sentenza d’appello che ha confermato le condanne di primo grado, le motivazioni di quella decisione; e questo impedisce di ricorrere in Cassazione e mettere la parola fine per lo meno alla vicenda processuale. A denunciarlo è stato l’avvocato Franco Coppi, legale di Sabrina e Cosima, condannate all’ergastolo come autrici materiale del delitto (Michele Misseri ha avuto 8 anni, confermati, per soppressione di cadavere).

Ora il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha deciso di vederci chiaro e ha avviato gli accertamenti preliminari per capire se ci siano state negligenze e ritardi: l’ispettorato generale del ministero chiederà informazioni al presidente della corte d’Appello di Taranto e potrebbe scattare un’ispezione. 

Sarah aveva 15 anni quando il 26 agosto scomparse nel nulla. Oltre un mese dopo, il 6 ottobre, il suo corpo fu ritrovato in un pozzo cisterna nelle campagne di Avetrana. La vicenda tenne col fiato sospeso l’opinione pubblica. Ma il caso non è ancora chiuso. Susanna De Felice, il giudice a latere della sentenza pronunciata dalla Corte d’assise d’appello, è il magistrato incaricato di redigere le motivazioni, e nel periodo in cui il processo si stava concludendo era anche componente di una commissione per un concorso in magistratura. Per questo motivo nei mesi scorsi aveva chiesto e ottenuto una proroga dei termini di deposito delle motivazioni della sentenza. Anche questo, probabilmente, ha inciso su quei ritardi «oltre il ragionevole" denunciati da Coppi.

Coppi parla a nome delle sue assistite. Ma anche Nicodemo Gentile, uno dei legali di parte civile della madre di Sarah Scazzi, auspica che «si chiuda prima possibile e comunque in tempi ragionevoli una vicenda che tanto fa male a mamma Concetta. La necessità di avere celermente le motivazioni è l’unico aspetto che condividiamo con la difesa delle due imputate. Speriamo possano arrivare presto per poter chiudere questa dolorosa vicenda», afferma l’avvocato, aggiungendo l’auspicio «che questi continui ritardi non abbiano in qualche modo effetto sul termine massimo di custodia cautelare per Sabrina Misseri».

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