Cerca

Il premier al museo, poi in prefettura e al porto. firmato patto da 857 milioni

Renzi a Taranto tra le proteste
«Non temo gli insulti, non siete soli»
I manifestanti: «L'Ilva ci ammazza»

Renzi a Taranto, protesta al museo  I manifestanti: «L'Ilva ci ammazza»

G. Flavio Campanella

TARANTO - Il premier Matteo Renzi ha inaugurato il nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (Marta). Con lui il ministro della Cultura Dario Franceschini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. Prima del suo intervento, Renzi ha visitato il secondo piano del museo che, tra i suoi tesori, annovera la Tomba dell’Atleta - sarcofago che contiene i resti di un atleta che partecipò alle Olimpiadi dell’Antica Grecia - e diversi reperti dell’era ellenica e pre-ellenica.

«Investire in cultura non è uno sfizio, è l’elemento chiave di svolta del nostro Paese in un momento storico in cui si uccidono i sacerdoti», ha affermato il premier. «Troppo spesso la politica a Taranto ha pagato con assegni a vuoto, noi siamo qui per dire che è finita la stagione degli assegni a vuoto». La mia «è tutt'altro che una passerella, noi siamo qui per verificare i risultati concreti e cosa manca», ha aggiunto. «Oggi è un passo avanti. Il prossimo saranno più risorse perché questo museo possa avere vita forte, presenza reale. Consideriamo il MarTa l’occasione per provare a dare alla città non solo la bellezza della propria propria storia, ma anche la bellezza del proprio futuro».

«CI VUOLE UNO SFORZO COLLETTIVO» - Poi il delicato passaggio sull'Ilva. «L'attenzione su Ilva deve esser molto chiara. Noi abbiamo a cuore la salute dei cittadini, la politica per anni non ha fatto il suo lavoro e noi stiamo facendo gli straordinari per recuperare, ma ci vuole uno sforzo collettivo. Io mi prendo gli insulti, non ho paura, ma mi sta a cuore che Taranto tenga insieme il sacrosanto diritto alla salute con il sacrosanto diritto al lavoro». 

Al momento dell’arrivo del capo del governo era ancora in corso il protesta messa in campo appunto per la gestione del governo dell’Ilva: i manifestanti hanno presidiato, tra striscioni, cori e anche qualche fumogeno, lo spazio antistante l’ingresso al museo, sorvegliati da vicino dalle forze dell’ordine in assetto anti-sommossa.

I manifestanti - che includevano diverse sigle della sinistra radicale e Cobas - sono partiti dal centro della piazza Garibaldi, dove si affaccia il museo, per dirigersi all’ingresso del MarTa. Ilva, questione ambientale, decreti del governo, l’oggetto della loro protesta, simboleggiata da un grande striscione con la scritta «Ci stanno ammazzando» e con sotto tre passeggini vuoti. «Il decreto Ilva è contro Taranto, contro i cittadini, contro i lavoratori», hanno urlato a più riprese, prendendosela con il premier ma anche con i sindacati confederali: «Sono suoi complici e vogliono farsi il loro incontro invece di indire uno sciopero nella giornata di oggi», è stato sottolineato dal presidio di protesta.

La manifestazione si è poi spostata davanti alla sede della Prefettura prima dell'arrivo di Renzi, giunto per la firma del Contratto istituzionale di sviluppo della città. «Taranto libera, Taranto libera», hanno gridato diverse decine di persone. La protesta ha registrato qualche momento di tensione. Il deputato tarantino Michele Pelillo, ex assessore della Regione, è stato oggetto di alcune invettive ed è arrivato in prefettura scortato e con la giacca bagnata. «Ci devi tutelare», gli hanno urlato i manifestanti, che includono Cobas, diverse sigle della sinistra radicale e anche lavoratori dell’Ilva. 

«INVESTITI A TARANTO 850 MILIONI» - Renzi nella conferenza stampa in Prefettura con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha rivendicato quanto fatto per Taranto, in particolare per il porto. «Dal 2001 fino al 2012 nel porto di Taranto sono stati investiti 35 milioni di euro, negli ultimi tre, quattro anni sono stati investiti 428 milioni, e sono cantieri in corso. Nel 2017 - ha aggiunto Delrio - è stato inserito come tappa in alcune compagnie di crociere».

«Una cosa deve essere chiara - ha detto Renzi - noi Taranto non la lasciamo sola, poi ci sono le proteste, ci sono le contestazioni, è naturale, però la differenza tra oggi e il passato è che in passato la gente prendeva degli impegni astratti, adesso gli impegni sono verificabili. Il prossimo appuntamento è nel giugno 2017, non molleremo di un centimetro perché Taranto torni ad essere la città della bellezza».  Il patto firmato per Taranto, avviato nel dicembre scorso per gli investimenti strategici nella città pugliese, dalla sanità alle scuole del quartiere Tamburi, vale 857 milioni.

In quanto alla firma del Patto per la Puglia, potrebbe avvenire «in settembre, in occasione della Fiera del Levante, ha detto il premier, spiegando che con le istituzioni pugliesi «su alcune cose c'è molta assonanza, su altre un po' meno». Ma su Taranto «le istituzioni devono andare avanti con determinazione», ha spiegato il premier rivolgendosi al governatore Michele Emiliano.

«SULL'ILVA OPINIONI DIVERSE CON LA REGIONE» - Nella polemica con il presidente della Regione Puglia, ma in riferimento all'Ilva, Renzi ribadisce che «abbiamo opinioni diverse: la linea del governo è quella espressa dal viceministro Bellanova». La viceministro al Lavoro, Teresa Bellanova, poco prima aveva sottolineato come su Ilva «non c'è nessuna dilazione dei tempi e nessuna fuga di responsabilità», ma la volontà di coniugare gli aspetti dell’ambiente, della salute e del lavoro. Lo scudo giudiziario, aveva inoltre approfondito, non ha valenza per le responsabilità relative alla sicurezza e alla salute dei lavori dell’impianto.

«Mi ha fatto piacere vedere oggi Michele Emiliano - ha poi detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti  - al Tavolo del Contratto istituzionale di Sviluppo per Taranto, dove da molti mesi a questa parte ha brillato per la sua assenza. Le risorse in campo per questo ambizioso progetto di rilancio del territorio ammontano a 857 milioni di euro. Si tratta di risorse messe dal Governo e dalla precedente amministrazione regionale. In effetti, l’attuale amministrazione della Puglia non ha aggiunto neanche un euro. Forse il Presidente Emiliano è talmente preoccupato e concentrato su di sé che, in perenne caccia di telecamere, s'è perso diversi passaggi, passaggi che invece i cittadini pugliesi sapranno ben apprezzare».

«La novità del Contratto istituzionale di Sviluppo per Taranto - ha concluso De Vincenti - è rappresentata dalla condivisione di obiettivi con il Comune di Taranto e con i Comuni dell’area, dalla trasparenza e dall’efficacia nell’esecuzione dei lavori. Oggi, a Taranto, il Presidente del Consiglio Renzi ha suggellato l’impegno del Governo e delle Istituzioni e ha verificato le realizzazioni in corso, il completamento del Museo, gli interventi al porto e il risanamento delle scuole del quartiere Tamburi. E ha impresso nuova spinta agli ulteriori interventi previsti dal programma di rilancio della città». 

«Si tratta di divergenze politiche nell’interesse della Puglia che al massimo pagherò io. Stia tranquillo», ha twittato Emiliano, rispondendo a chi su Twitter gli ha chiesto: «Chi pagherà il conto salato della guerra personale tra @micheleemiliano e @matteorenzi?».

«UNITI COME I DEM NEGLI USA» - Le ultime tappe (pomeridiane) del premier sono state il porto, con il ministro delle Infrastrutture Delrio, per fare un punto sullo stato dei lavori, e l'intervento al Futuredem con i giovani democratici. Nell’incontro a porte chiuse in un albergo del lungomare di Taranto il premier e segretario Pd Renzi ha toccato diversi temi, spaziando dalla tecnologia al lavoro e dedicando oltre un’ora al think tank che debuttò nell’aprile del 2013 e che metterà presto in campo i Comitato «Generazione Sì» per il referendum.

«Ci ha detto che un tempo Berlusconi prometteva un milione di posti di lavoro e veniva votato, oggi ci criticano quando ci sono 599mila posti in più grazie al Jobs Act», ha raccontato il presidente di Futuredem Giulio Del Balzo spiegando che, a chi gli chiedeva quale sia il film più adatto a interpretare la nostra epoca, il premier, con riferimento alla rivoluzione tecnologica, ha risposto: «Blade Runner». E a tutti il capo del governo ha consigliato di guardare il discorso di Obama alla convention che ha incoronato Hillary Clinton e nella quale - avrebbe sottolineato Renzi - i Dem d’Oltreoceano hanno ritrovato l'unità.

Durante i trasferimenti, il premier ha avuto il tempo di scrivere un tweet, a compendio della giornata: «Museo archeologico, risanamento Ilva, le scuole del quartiere Tamburi, Arsenale, il porto, le bonifiche. Impegni concreti e scadenze rispettate. A Taranto i problemi non mancano ma il Governo c'è. E fa terribilmente sul serio #lavoltabuona».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400