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Alla vigilia dell’incontro governativo

I sindacati chiedono tutela
per 530 lavoratori del Tct

Scade la cassa integrazione lettera di licenziamento per 539 operatori del Tct

TARANTO- Alla vigilia dell’incontro governativo alla presidenza del Consiglio dei Ministri per discutere della situazione del terminal container del porto di Taranto e del futuro di 530 ex lavoratori della Tct, messa in liquidazione, i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil chiedono garanzie per la tutela occupazionale. In particolare, auspicano - in vista della scadenza della Cassa integrazione straordinaria del prossimo 12 settembre - «un periodo di copertura salariale sufficientemente lungo per assicurare il totale riassorbimento dei 530 lavoratori in Cig da oltre quattro anni. La capacità di ricollocazione al lavoro, si comprende, sarà graduale e progressiva e seguirà - aggiungono - il percorso di sviluppo dell’intera area portuale».

A tal proposito «vi è l’esigenza - spiegano le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil - di far ricorso, ad una forma di ammortizzatore sociale esclusiva per i lavoratori che ricadono in tale ambito dei porti Transhipment. Tale esigenza si può, in sintesi, concretizzare attraverso la costituzione del bacino di crisi delle aree portuali del Mezzogiorno che si presentano come omogenee sia per le vocazioni economico e commerciali, che per le condizioni di estrema precarietà del lavoro e dei lavoratori; l’accelerazione delle procedure di aggiudicazione delle aree portuali e retro-portuali; la formazione e/o riqualificazione delle maestranze seguendo una scansione da concordare con i nuovi concessionari del Terminal».

Nel corso di quest’ultima fase, secondo i sindacati, "bisognerà dotare gli stessi lavoratori di quei livelli di competenze e di conoscenze su cui si fonderà la nuova programmazione economico-produttiva».

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