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Il candidato sindaco arrestato

Ponzetta non più impedito
torna in corsa a Sa Giorgio

La Corte di appello ha ritenuto sufficienti il divieto di espatrio e l'obbligo di presentazione alla polizia

ponzetta

mimmo mazza
tarantoÈ durata 24 ore la permanenza in carcere di Donato Ponzetta, l’imprenditore 55enne di San Giorgio Ionico, candidato sindaco per conto di tre liste civiche e dei Conservatori e riformisti e atteso al ballottaggio di domenica 19 giugno con il candidato Mino Fabbiano (centrosinistra senza il Pd).
Ponzetta ieri sera è tornato a casa, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto svoltasi nella sezione di Taranto della corte d’appello di Lecce alla presenza del presidente Patrizia Sinisi, del procuratore generale Mario Barruffa e degli avvocati difensori Gianfranco Chiarelli e Gaetano Vitale.
Ponzetta è accusato di frode in commercio ed evasione fiscale, reati commessi attraverso l’emissione tra il 2007 e il 2011 di fatture false per alcune centinaia di migliaia di euro, dal tribunale di Chemintz, località del lander della Sassonia, che ha emesso nei suoi confronti un mandato di arresto europeo, notificato all’imprenditore venerdì pomeriggio dagli agenti della Digos in collaborazione con l’Interpol.
Al termine dell’udienza, convenzionalmente definita di convalida ma giuridicamente diversa da quelle che si svolgono quando in Italia c’è un arresto in flagranza di reato o a seguito di fermo di polizia giudiziaria, nei confronti di Ponzetta è stata disposta la scarcerazione in quanto la corte d’appello ha ritenuto sufficienti a salvaguardare le esigenze cautelari, il divieto di espatrio e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il tutto in attesa del 24 giugno, giorno nel quale la corte d’appello si riunirà in camera di consiglio per decidere se estradare o meno Ponzetta.
I magistrati dovranno valutare la portata delle accuse nei confronti dell’imprenditore e anche verificare, tramite l’apposito ufficio del ministero della giustizia che ha i collegamenti con la magistratura tedesca, se il tribunale di Chemintz vuole interrogare Ponzetta oppure sottoporlo a misura cautelare in Germania. Stando a quanto si è appreso, l’imprenditore è accusato, nella veste di socio occulto, di aver utilizzato una società, della quale risulta dipendente, per emettere fatture false al fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto. Tecnicamente una evasione fiscale, peraltro datata nel tempo (le ultime fatture risalirebbero a cinque anni fa), che però in Germania viene considerata alla stregua di una frode in commercio. Durante l’udienza di ieri pomeriggio, Ponzetta ha respinto tutte le accuse, sostenendo innanzitutto che le fatture in questione sono vere e riguardanti rapporti commerciali documentati e documentabili, e che lui in ogni caso nella società che ha emesso le fatture non ha alcun ruolo dirigenziale, essendo un semplice dipendente.
La corte, anche alla luce dell’assenza di condanne passate in giudicato e di carichi pendenti, ha deciso di rimettere in libertà Ponzetta che già ieri sera è tornato a San Giorgio Jonico, riprendendo la campagna elettorale.
Al momento dell’arresto, Ponzetta aveva sottoscritto una dichiarazione nella quale rinunciava al ballottaggio avendo un impedimento (l’arresto appunto). Ma trattandosi del primo caso in Italia, per tutta la giornata di ieri l’ufficio elettorale centrale del Viminale non aveva deciso come considerare quell’impedimento e dunque se escludere Ponzetta dalla contesa elettorale. La scarcerazione ha risolto, almeno per ora, tutti i problemi visto che la coalizione che ha candidato sindaco l’imprenditore, ieri sera ha ripreso la campagna elettorale, come se nulla fosse accaduto.

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