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L'esecuzione di Maria Reale

Omicidio ai Tamburi
l'ombra della camorra

Forse una fornitura di droga non pagata il movente del delitto

omicidio reale taranto

Potrebbe essere arrivato da ambienti della camorra l’ordine di uccidere Mario Reale, il 54enne tarantino freddato a colpi di pistola la sera del 25 maggio sera in via Ugo Foscolo al quartiere Tamburi. È questa l’ipotesi che secondo alcune indiscrezioni sarebbe al momento privilegiata dagli investigatori che stanno indagando per risalire all’identità dei sicari che sono entrati in azione l’altra sera, aprendo il fuoco nei confronti del pregiudicato tarantino.
Stando alle poche informazioni trapelate, sembrerebbe affievolita la tesi dell’esecuzione voluta da gruppi concorrenti nello spaccio di droga o per dissapori nell’ambiente della mala ionica. Resta comunque confermato il mercato degli stupefacenti l’ambito nel quale il delitto sarebbe maturato, ma sarebbe differente la causa. Secondo questa nuova pista investigativa, infatti, l’agguato mortale potrebbe essere stata la diretta conseguenza, secondo la logica criminale, di un grosso debito che Reale avrebbe contratto molto probabilmente nel napoletano per la fornitura di droga e che a distanza di tempo non sarebbe stato onorato. Fatto che potrebbe aver scatenato l’ira di qualche clan, probabilmente del versante campano con il quale in passato l’uomo avrebbe avuto rapporti, fino ad arrivare alla decisione di eliminare il 54enne.
L’azione punitiva del 25 maggio, quindi, potrebbe essere stata compiuta da un commando giunto al quartiere Tamburi proprio dall’area partenopea e al quale la criminalità ionica avrebbe garantito e organizzato un supporto logistico per la missione mortale. L’auto ritrovata dagli inquirenti sulla Circummarpiccolo qualche ora dopo il delitto, quindi, potrebbe non essere l’unico mezzo utilizzato dai sicari: alcuni testimoni avrebbero infatti raccontato di aver visto due auto e una moto, ma al momento non ci sono ancora conferme ufficiali sul punto. Quello che è certo, fin dai momenti immediatamente successivi al delitto, è che a pianificare e a compiere l’omicidio di Mario Reale possa essere stata una squadra di professionisti ai quali ora poliziotti e carabinieri stanno incessantemente dando la caccia.
Ieri mattina, intanto, il sostituto procuratore della Repubblica Giorgia Villa ha conferito l’incarico di eseguire l’autopsia al medico legale Marcello Chironi: l’esame autoptico sarà effettuato nella giornata di martedì e potrà fornire una serie di riscontri ai rilievi balistici effettuati sulla scena del crimine. Stando a quanto si è saputo fino a ora sarebbero 11 i colpi che avrebbero raggiunto la vittima: Reale sarebbe stato colpito ben 10 volte tra torace, addome e arti superiori mentre un solo proiettile avrebbe raggiunto l’uomo al volto. L’autopsia potrà inoltre stabilire se quest’ultimo, come ipotizzato dagli inquirenti lo ha raggiunto alla testa accidentalmente, o se si è trattato del colpo di grazia inflitto da un membro del commando.

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