Cerca

Disastro ambientale

Ilva, iniziato il processo a Taranto
con Capristo c'è anche Emiliano

Ilva, iniziato il processo a Taranto con Capristo c'è anche Emiliano

TARANTO - C'è anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (tra le mille parti civili costituitesi in giudizio), al Palazzo di giustizia di Taranto alla prima udienza del processo per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva. Si torna in aula dopo la regressione del dibattimento all’udienza preliminare a causa di un vizio procedurale e il nuovo rinvio a giudizio decretato dal gup Anna De Simone nei confronti di 44 persone fisiche e tre società.

Il processo si celebra nell’aula 'Emilio Alessandrinì della Corte d’Assise di Taranto, che stenta a contenere le parti processuali e il pubblico, davanti alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Michele Petrangelo (a latere Fulvia Misserini e sei giudici popolari). Alla sbarra ci sono anche i fratelli Fabio e Nicola Riva, della proprietà Ilva (oggi in amministrazione straordinaria), l’ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, l’ex presidente della Provincia Gianni Florido, l’ex presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, l’ex responsabile dei rapporti istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà, gli ex direttori di stabilimento Luigi Capogrosso e Adolfo Buffo, l’ex direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato, l’avvocato Francesco Perli (uno dei legali dell’Ilva), l’ex presidente della commissione ministeriale che rilasciò l’autorizzazione integrata ambientale all’Ilva, Dario Ticali e il deputato di Sel (ex assessore regionale) Nicola Fratoianni.

Sono previste altre richieste di costituzione di parte civile da parte di famigliari di operai morti di tumore o di cittadini residenti nei quartieri a ridosso del Siderurgico. Emiliano ha salutato il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo e gli altri pm e si è accomodato accanto all’avv. Angelo Loreto, uno dei legali dell’Ilva in amministrazione straordinaria, che oggi potrebbe riproporre istanza di patteggiamento. In aula si è affacciato anche l’ex procuratore di Taranto Franco Sebastio.

Scontro su costituzione nuove parti civili - Il presidente Michele Petrangelo, dopo il lungo appello, ha letto anche le istanze di costituzione di parte civile (compresa quella del comitato 'Cittadini e lavoratori liberi e pensantì) che erano state depositate nel processo, poi regredito all’udienza preliminare per un vizio procedurale. 

L’avv. Pasquale Annicchiarico, difensore di Nicola Riva, ha presentato eccezione di nullità perché si tratta di richieste di costituzione in giudizio non presenti nell’atto di citazione del nuovo processo. L’unico imputato presente in aula è l’avv. Francesco Perli, uno dei legali della gestione Riva. Hanno chiesto di costituirsi parte civile anche l’Asl di Taranto, famigliari di cittadini morti di tumore, il Fondo antidiossina, rappresentanti di cooperative e di organizzazioni onlus.

Ripresentata da Conserva istanza di ricusazione -  Gli avvocati Michele Rossetti e Laura Palomba, difensori ddll'ex assessore provinciale all'Ambiente Michele Conserva (Pd), hanno riproposto la richiesta di ricusazione nei confronti del presidente della Corte d’Assise, Michele Petrangelo, presentando la documentazione mancante in occasione della prima udienza del dibattimento.

La sezione distaccata di Taranto della Corte d’Appello di Lecce aveva dichiarato inammissibile, appunto per carenza di documentazione, l’istanza. L’ex assessore Conserva è accusato di concussione tentata e consumata a carico di due dirigenti della Provincia impegnati con il rilascio di autorizzazioni a favore del gruppo Riva.

I suoi legali motivano la ricusazione con il ruolo di presidente svolto dal giudice Petrangelo nel collegio del tribunale del Riesame che nel dicembre del 2012 confermò gli arresti domiciliari a carico di Conserva, arrestato dai finanzieri il 26 novembre dello stesso anno in una inchiesta parallela.

Emiliano: Regione Puglia seguirà con scrupolo il processo - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano è comparso al processo sostituendo la figura del vicepresidente (in questo caso l'ex assessore Barbanente), già costituitosi parte civile, come prevede lo statuto regionale, per impedimento del governatore (Vendola, imputato nel processo). Emiliano ha affermato che «la Regione seguirà con scrupolo ogni fase del processo, affiancherà la Procura e le altre parti civili, chiederà la condanna degli imputati che verranno ritenuti responsabili nonché il risarcimento del danno arrecato al territorio».

AGGIORNATO A GIUGNO -  È stato aggiornato al 14 giugno prossimo per un difetto di notifica il processo per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Lo ha deciso la Corte di Assise di Taranto, presieduta dal giudice Michele Petrangelo, dopo una camera di consiglio di oltre tre ore. A presentare l'eccezione era stato l’avv. Vincenzo Vozza per conto di Cesare Corti, funzionario dell’Ilva. Le notifiche erano arrivate al vecchio difensore dell’imputato, che aveva invece eletto il proprio domicilio presso Riva Fire.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400