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Il nuovo procuratore sull'Ilva

Capristo s'insedia a Taranto
«Decisioni difficili ma necessarie»

Capristo s'insedia a Taranto«decisioni difficili ma necessarie»

TARANTO - Sono venuti anche da Bari per salutarlo: semplici amici, professionisti, parlamentari e ufficiali delle Forze dell'ordine. Da Trani, un gruppo di pubblici ministeri ha voluto rinnovargli con la loro presenza l'affetto nei confronti dell'ex «capo» esaltandone le qualità morali e professionali. La stessa procura del nord barese che oggi metteva sotto accusa un altro colosso bancario, la Deutsche Bank, indagando 5 ex manager per manipolazione del mercato. Un'aula gremita, quella che ha accolto oggi il neo procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo. Un «approdo» - come lui stesso lo ha definito, nella Città dei due mari, che ha visto Capristo - giunto con un quarto d'ora di ritardo rispetto allo squillo della campanella -  accolto dal presidente del tribunale, Franco Lucafò, lo stesso con cui all'alba degli anni Novanta condivise come pubblico ministero della Dda di Bari uno dei primi processi contro una organizzazione mafiosa barese degli Anemolo (Capristo sosteneva l'accusa, Lucafò era giudice a latere in Corte di Assise). Una cerimonia in cui il neo procuratore non ha saputo trattenere l'emozione soprattutto per il caloroso saluto dei suoi sostituti di Trani e per una «inaspettata accoglienza». Stretta di mano e abbracci anche con il suo predecessore, Franco Sebastio al quale ha rinnovato i ringraziamenti per il lavoro svolto. Dopo il saluto del pg di Lecce, del presidente del'Ordine degli avvocati e del rappresentante della sottosezione dell'Anm di Taranto, Capristo nel suo intervento ha anticipato la sua linea. Ha parlato di criminalità organizzata ma non poteva non toccare anche il tema dell'Ilva. 

«La presenza di questo nodo industriale - ha detto - ha portato inizialmente con sè una maggiore idea di benessere complessivo che oggi, anche alla luce di una rilettura delle sue controverse implicazioni ambientali e sanitarie, richiede interventi e decisioni non facili ma necessarie da parte delle competenti istituzioni». «Vi è la necessità - ha aggiunto Capristo nel suo discorso - di contemperare la produzione industriale con le esigenze di tutela del posto di lavoro, determinante per la sopravvivenza di migliaia di famiglie che non arrivano a fine mese, e la salvaguardia dell’ambiente e della salute. E penso soprattutto alle madri-coraggio quotidianamente preoccupate per la sorte dei loro figli». Taranto è oggi «una città - ha detto ancora - in cui si concentrano molte delle tensioni che reclamano soluzioni ma che richiedono, per le complesse implicazioni che le hanno generate, una attenta disamina ed una ancor più attenta riflessione sui tanti risvolti socio-politico-ambientali che ne sono derivati».

«Sono contrario alla spettacolarizzazione del processo Ilva come di altri processi. Non mi piacciono i giudizi mediatici fatti al di fuori delle aule di giustizia. Mi piace, invece, avere un dialogo con la stampa corretto nell’ambito di quello che è il doveroso diritto di cronaca ma sempre nel rispetto dell’etica e delle parti, ciascuno per la parte di propria competenza», ha sottolineato. «Conto di approfondire molto gli atti delle indagini che sono ancora pendenti e del prossimo processo "Ambiente svenduto". Posso soltanto confermare che l’Ilva è un problema ma non è il solo problema di Taranto. Quindi, questa procura lavorerà a 360 gradi occupandosi anche di altre situazioni che meritano attenzione e particolare approfondimento».

L’attenzione sulle questioni ambientali «rimarrà alta. Ma non siamo - ha ribadito il procuratore - la procura che si occupa solo dell’Ilva. Noi siamo la procura che si occupa delle sorti di Taranto e del suo circondario. Un messaggio molto serio che io lancio a tutti è quello della sicurezza dei cittadini, della tutela della salute e della tutela dell’ambiente, questioni che devono viaggiare in parallelo. Non ci sono privilegi».

Per Capristo, dunque, la guida di Taranto non vuol dire solo Ilva. Ha toccato il tema della criminalità sottolineando «che anche in questo settore ci sarà una guardia alta da parte del mio ufficio». Un riferimento inevitabile dopo gli ultimi episodi di criminalità a Taranto come la gambizzazione di un noto pregiudicato, nell’ambito di una rapina simulata, e le estorsioni ai mitilicoltori svelate da una indagine di carabinieri e Capitaneria di porto. «Io - ha aggiunto - che mi sono occupato negli anni Novanta di vicende legate alla Distrettuale di Bari, che comportavano anche esami degli atti di Taranto, so bene che in quegli anni imperversavano clan agguerriti e sanguinari e dobbiamo fare in modo che quei tempi non tornino più».

Capristo, che ha rivolto un ringraziamento al presidente del Tribunale Franco Lucafò, al suo predecessore Franco Sebastio a al procuratore aggiunto Pietro Argentino, ha detto che la sua esperienza alla guida della procura di Trani è stata «gratificante per i risultati conseguiti anche grazie al costante impegno e all’alta professionalità dei colleghi». Ora inizia «questo nuovo percorso professionale e personale qui a Taranto, città ricca di storia millenaria e di cultura, con i suoi musei, i suoi due mari, il porto, la valenza strategia della Marina militare e dell’Arsenale». Città che, ha spiegato, "attraverso il fondamentale e costante impiego della nostra Marina, garantisce il controllo delle acque in cui giornalmente si replicano le immani tragedie dei profughi».

Il procuratore si è poi soffermato sulla «piaga del lavoro nero in agricoltura» e ha ricordato la morte della bracciante Paola Clemente, ha parlato dei problemi che «affliggono purtroppo anche gli uffici giudiziari di Taranto, a cui si aggiunge la non auspicabile decisione di voler sopprimere la sezione distaccata della Corte di Appello di questa città». Infine, ha evidenziato la necessità di «superare le tensioni tra politica e giustizia che ancora affliggono il nostro tempo. Non ci devono essere invasioni di campo».

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