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Giovedì 24 Maggio 2018 | 13:18

erdemin alleata a marcegaglia?

Cessione Ilva, stretta finale
i turchi in pole position?

Entro giugno i commissari contano di chiudere le posizioni dei primi 11.337 creditori sui complessivi 17.462 che hanno fatto domanda

Ilva

L'Ilva

A metà maggio dovrebbe sapersi qualcosa in merito alla cessione dell’Ilva che la legge 13 dell’1 febbraio scorso stabilisce debba avvenire entro fine giugno almeno come individuazione del soggetto o dei soggetti cui trasferire in seguito gli asset industriali. Delle 25 manifestazioni di interesse ammesse sulle 29 pervenute alla scadenza del bando - 10 febbraio -,12 puntano all’intero gruppo e 13 alle controllate o a pezzi di attività, ma rispetto alle 12 sembrano salire le quotazioni di una possibile alleanza tra i turchi di Erdemir e gli italiani Marcegaglia e Arvedi insieme a Cassa Depositi e Prestiti, quest’ultima, però, con un ruolo di minoranza. Da vedere, tuttavia, se i gruppi italiani parteciperanno entrambi oppure solo uno dei due. Se entrambi saranno protagonisti dell’acquisizione dell’Ilva, bisognerà primna trovare un punto di sintesi tra Marcegaglia e Arvedi visto che oggi non sono sulle stesse posizioni.


A giugno, intanto, i commissari dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva, Gnudi, Laghi e Carrubba, contano di chiudere le posizioni dei primi 11.337 creditori sui complessivi 17.462 che hanno fatto domanda di ammissione allo stato passivo della società. Le oltre 11mila posizioni riguardano i dipendenti dell’Ilva e sono relative a ferie arretrate, trattamento di fine rapporto, permessi e altre voci maturate prima che l’azienda finisse in amministrazione straordinaria in base alla legge Marzano (gennaio 2015). L’esame delle singole pratiche è cominciato a fine novembre e sta attualmente andando avanti al ritmo di due udienze a settimana, il mercoledì e il venerdì, presso il Tribunale di Milano. Prima dell’estate, quindi, i dipendenti che hanno fatto domanda, acquisiranno definitivamente il riconoscimento del loro credito ma non potranno incassarlo in quanto occorrerà che il giudice delegato emetta il provvedimento di esecutività dello stato passivo. Il che avverrà presumibilmente entro fine anno: questi, almeno, i tempi che commissari dell’Ilva e Magistratura si sono dati. Chiuso il capitolo dipendenti, che è anche quello meno complicato fatto salvo l’enorme numero di posizioni, all’amministrazione straordinaria toccherà affrontare gli altri creditori dell’azienda: banche, fornitori, imprese. Un’istruttoria che dovrebbe richiedere alcuni mesi e concludersi prima della fine dell’anno in modo da approdare anch'essa all’esecutività dello stato passivo.

E in vista dell’esame delle altre posizioni, Confindustria Taranto sta verificando la possibilità di trasformare i crediti in equity e partecipare al capitale della «nuova» Ilva. Spiega Vincenzo Cesareo, presidente di Confindustria Taranto: «La praticabilità del percorso è prevista dalla legge Marzano. Quello che noi vorremmo fare è una società consortile che, accanto all’indotto di Taranto, metta insieme anche aziende di Genova, Milano e Brescia, tutte fornitrici di Ilva. Allo stato, ci sono una sessantina di adesioni». Sull’ammontare dei crediti da convertire, Cesareo non fornisce cifre anche se Confindustria Taranto, nei mesi passati, ha sempre parlato di circa 150 milioni riferiti a Taranto all’interno di un plafond nazionale di 250. «Visto che non è possibile prevedere quando potremmo incassare i nostri crediti, proviamo almeno a convertirli in equity - dice Cesareo -. In questo modo contribuiremmo a rafforzare la società senza chiedere alcun posto nel cda».

«E’ vero che la legge Marzano prevede un’operazione del genere - spiegano fonti vicine all’azienda - ma nel caso dell’indotto parliamo allo stato di crediti dichiarati e non ancora accertati. Risulterebbe più facile se fosse l'amministrazione straordinaria a condurre il risanamento della società. Qui, invece, parliamo di cessione in fitto a terzi. C’è poi l’aspetto dei tempi: entro fine giugno il nuovo gestore dell’Ilva dovrà essere individuato per legge, anche se il processo di trasferimento si compirà successivamente, e a quella data l’accertamento delle posizioni creditorie delle imprese sarà ancora in corso. La questione si potrebbe approfondire, ma in una seconda fase e non certo nel tempo che ci separa da giugno». Fermo restando che un’eventuale conversione dei crediti ha bisogno del via libera del giudice delegato ma anche del consenso di chi prenderà in carico l’Ilva.
Sul fronte produttivo, infine, da fonti sindacali si apprende che da alkcuni giorni il siderurgico di Taranto viaggia con un passo di circa 17mila tonnellate al giorno. Se questo livello sarà mantenuto, si dovrebbe chiudere l’anno tra i 5,5 e i 6 milioni di tonnellate. Intanto Ilva e sindacati hanno aperto la procedura di mobilità volontaria, finalizzata all’esodo e al prepensionamento, per un massimo di 300 addetti. L’azienda mette a disposizione un incentivo di mille euro lordi per ogni mese di mobilità. Le prime richieste sono già arrivate ai sindacati.[domenico palmiotti]

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