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A Taranto

Fuggono dall'hotspot
ripresi trenta migranti

Fanno parte del gruppo dei 324 giunto ieri dalla Calabria

Migranti, nuovi arrivi ad hotspot di Taranto

TARANTO - Circa 30 dei 324 migranti giunti la notte scorsa all’hotspot di Taranto con bus provenienti da Reggio Calabria (che si sono aggiunti ai 17 già presenti nella struttura) sono fuggiti dal centro per evitare l'identificazione. Dopo le ricerche, sono stati poi individuati da Polizia e carabinieri e riaccompagnati nell’hotspot.

«Non è accaduto nulla di particolare», dichiara Michele Matichecchia, comandante della Polizia locale. Nei giorni scorsi erano sorti problemi dopo l’espulsione di 200 marocchini, muniti di foglio di via che impone loro entro 7 giorni di lasciare l'Italia. Nel frattempo, però, sono liberi di circolare. A quanto si è appreso, sempre nei giorni scorsi, alcuni migranti si sono cosparsi i polpastrelli di colla per ostacolare l'identificazione. «Ma la Polizia si è attrezzata con dei solventi - aggiunge Matichecchia - per superare anche questo problema». I profughi potranno restare nell’hotspot per massimo 72 ore prima di essere trasferiti in altri centri di accoglienza nazionali.

«Chiediamo con forza una struttura in cui accogliere chi viene respinto dall’hotspot ed ha pochi giorni per abbandonare l’Italia. Inoltre è necessario che venga messa in campo una soluzione dalle istituzioni locali e nazionali, affinché i migranti con foglio di via possano avere un pasto caldo ed un posto per dormire e ritemprarsi in attesa di riprendere il loro lungo viaggio». E’ quanto sollecita, rivolgendosi alle istituzioni e riferendosi alla recente espulsione di circa 200 migranti dall’hotspot di Taranto, Luca Contrario della Campagna Welcome Taranto.

«Sappiamo - aggiunge - che i costi di questa accoglienza non possono gravare esclusivamente sul Comune di Taranto e per questo chiediamo che le istituzioni nazionali, per tramite della Prefettura, se ne facciano carico. Questi profughi sono considerati migranti economici e non richiedenti asilo». Una volta espulsi hanno una settimana per lasciare l’Italia. Sono "senza soldi - conclude Contrario - e senza riferimenti, soli. Li abbiamo trovati così in zona porta Napoli e a due passi dai binari ed altri ne circolano in queste ore. In un Paese civile duecento persone non possono essere lasciate per strada, senza cibo e senza soldi. Cosa sarebbe successo se non ci fossero stati i volontari a porre rimedio ad una situazione insostenibile?».

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