Cerca

Inchiesta Ambiente svenduto

Ilva, il Riesame concede
i domiciliari a Fabio Riva

L'ex vicepresidente dell’Ilva e di Riva Fire è detenuto dal giugno dell’anno scorso (prima a Taranto, poi da gennaio al carcere Opera di Milano)

Fabio Riva tratto in arresto

TARANTO - Il tribunale del Riesame di Taranto (presidente Morelli, relatore Ruberto, a latere De Cristofaro) ha concesso gli arresti domiciliari a Fabio Riva, l'ex vicepresidente dell’Ilva e di Riva Fire, detenuto dal giugno dell’anno scorso (prima a Taranto, poi da gennaio al carcere Opera di Milano) nell’ambito dell’inchiesta 'Ambiente svendutò.

L’industriale milanese è accusato di associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele suoi luoghi di lavoro, alla corruzione, al falso e all’abuso d’ufficio. La nuova udienza al tribunale del Riesame si è svolta dopo che la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la decisione di un altro collegio che confermava l’ordinanza con la quale il gup Vilma Gilli l’estate scorsa negò la scarcerazione.

Per il momento è stato depositato il dispositivo del provvedimento, ma non le motivazioni. Il ricorso è stato discusso dagli avvocati Nicola Marseglia e Luca Perrone (in sostituzione dell’avv. Franco Coppi), i quali hanno sostenuto che, essendo mutato il quadro di riferimento della gestione Ilva (da tre anni guidata da commissari di governo), non sussistono esigenze di natura cautelare quanto meno rispetto al pericolo di recidiva. Fabio Riva (tra i 47 rinviati a giudizio) nei giorni scorsi è stato sottoposto a un intervento chirurgico e deve effettuare periodicamente trattamenti terapeutici. L’ex vicepresidente di Riva Fire si consegnò ai finanzieri il 4 giugno 2015 dopo due anni e mezzo di latitanza. Lo arrestarono all’aeroporto di Fiumicino dove era sbarcato da un aereo proveniente da Londra.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400