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interrogatorio in carcere

Omicidio Taranto, killer
tenta scagionare il fratello

Antonio Bruno ha confessato di aver sparato con una mitraglietta da guerra: «Ma mio fratello non c'entra»

agguato a Taranto

I due fratelli fermati per l'omicidio di Giuseppe Axo, il 32enne pregiudicato di Taranto ucciso sabato scorso con cinque colpi di pistola alle schiena e alle gambe in via Lago di Montepulciano, sono stati interrogati questo pomeriggio dal gip di Taranto Vilma Gilli e hanno confermato la loro versione dei fatti. Antonio Bruno, di 34 anni, ha confessato di aver sparato con una mitraglietta da guerra 'Skorpion' sostenendo di aver incontrato per caso Axo, che in più occasioni avrebbe picchiato lui e suo fratello. La prima aggressione risalirebbe a dieci anni orsono. L’uomo ha reso dichiarazioni che tendono ad escludere la premeditazione e a scagionare il fratello minore Francesco, che nei giorni scorsi era stato picchiato da Giuseppe Axo e aveva riportato la frattura del setto nasale.
I due fratelli sono giunti in via lago di Montepulciano a bordo di una Lancia Y, dalla quale è stata sparata la raffica di colpi. Entrambi sono accusati di concorso in omicidio premeditato, tentato omicidio, detenzione e porto di arma da guerra e ricettazione aggravata dell’arma. La custodia in carcere è stata confermata. Le versioni dei due uomini, difesi dall’avv. Adriano Minetola, sono al vaglio degli inquirenti. I sospettati hanno fatto ritrovare l’arma del delitto, nascosta - con una parrucca - in un cespuglio di via Ancona. Sempre oggi si sono svolti i funerali di Axo, a cui hanno partecipato centinaia di persone che in corteo hanno accompagnato il carro funebre.

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