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Prima udienza il 7 giugno

Strage Palagiano, a giudizio
presunto mandante e altri tre

Nell’agguato furono ammazzati Cosimo Orlando, la sua compagna, Carla Maria Fornari, e il figlio di lei, Domenico Petruzzelli, di due anni e mezzo, mentre si salvarono i suoi due fratellini

strage palagiano

TARANTO - Il Gup del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati, ha rinviato a giudizio il presunto responsabile del triplice omicidio avvenuto la sera del 17 marzo 2014, sulla strada statale 106, nel territorio di Palagiano (Taranto) e altri tre imputati accusati a vario titolo di furto e favoreggiamento. Nell’agguato furono ammazzati Cosimo Orlando, la sua compagna, Carla Maria Fornari, e il figlio di lei, Domenico Petruzzelli, di due anni e mezzo, mentre si salvarono i suoi due fratellini. Unico imputato per la strage, in qualità di mandante appunto, è Giovanni Di Napoli, detto «Nino il Calabrese», residente a Palagiano, attualmente detenuto nel carcere di Lecce. La prima udienza dinnanzi alla Corte d’Assise di Taranto è fissata per il 7 giugno.

L’avv. Salomone ha presentato quattro costituzioni di parte civile, tra cui figura la madre della Fornari, nonna del piccolo Domenico. Gli altri imputati sono Giuseppe Ruffano, di San Giorgio Jonico, imputato per il furto, in concorso con Di Napoli, della Opel Astra, auto che sarebbe stata usata come mezzo di copertura la notte dell’eccidio; Antonio Valente e Antonio Daraio, entrambi residenti a Palagiano, accusati di favoreggiamento personale nei confronti di Di Napoli. Sono in corso le indagini per cercare di identificare gli esecutori materiali della strage. Di Napoli è difeso dagli avvocati Fabio Nicola Cervellera e Vincenzo Sapia, Ruffano dall’avv. Cosimo Romano, Valente dall’avv. Leonardo Di Leo e Daraio dall’avv. Marino Galeandro. Secondo l’accusa, Di Napoli avrebbe pianificato l’agguato, reclutando un commando per l’esecuzione, nell’ambito di contrasti «risalenti nel tempo e radicati nel periodo in cui Di Napoli e Orlando avevano fatto parte della medesima organizzazione mafiosa».

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