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agguato a taranto

Sparatoria tra la gente
un morto e due feriti
due fermati nella notte

Un uomo è morto e altre due persone (un uomo e una donna) sono rimaste ferite. L’agguato sarebbe riconducibile a contrasti nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestati due fratelli ritenuti responsabili dell'omicidio

Sparatoria a Taranto un morto e due feriti

TARANTO - 'Far west’in pieno giorno al rione Salinella di Taranto, tra un groviglio di porticati, sulla strada che dalla clinica Villa Verde conduce allo stadio 'Erasmo Iacovone'. Il bilancio dell’agguato, avvenuto in via Lago di Montepulciano, è di un morto - un pregiudicato - e due passanti feriti. In azione due killer che hanno crivellato di colpi il 32enne Giuseppe Axo, con precedenti penali.
L’uomo era a bordo della sua auto, una Lancia Y, quando ha visto i sicari che gli puntavano la pistola. Ha tentato la fuga ma è stato raggiunto alle spalle dopo una cinquantina di metri e non ha avuto scampo. Nella sparatoria sono rimasti feriti Leonzio Fontana e Tiziana Galileo, il primo colpito ad un piede, la seconda al fianco e ad un piede; le loro condizioni non sono gravi. Axo è stato soccorso e trasportato all’ospedale 'Santissima Annunziata', dove è morto poco dopo il ricovero.

Sul luogo della sparatoria sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile, della Scientifica e della sezione Volanti e personale del 118. Nessun foro di proiettile è stato rilevato sull'auto; sull'asfalto c'era solo un lenzuolino con qualche macchia di sangue. Era proprio Axo l’obiettivo dei sicari. Gli inquirenti non escludono alcun movente, anche se la pista privilegiata sembra essere quella di contrasti maturati nell’ ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti. Una quindicina i bossoli calibro 7,65 rinvenuti sul selciato.

Il Pronto soccorso dell’ospedale è stato preso letteralmente d’assalto da decine di famigliari e conoscenti della vittima. I killer hanno agito senza scrupoli, incuranti della presenza di numerosi passanti.

Scattate immediatamente le indagini. Nella notte due persone sono state fermate perché ritenute responsabili della sparatoria, sono due fratelli, Antonio e Francesco Bruno, di 34 e 30 anni. I due sospettati sono stati interrogati a lungo in Questura dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal pubblico ministero Maurizio Carbone. Dalle indagini è emerso che Axo aveva litigato in più occasioni negli ultimi giorni con i due fratelli e i contendenti erano venuti anche alle mani. Questo sarebbe stato il motivo scatenante, ma proseguono gli accertamenti per stabilire se dietro ci siano anche contrasti legati alla gestione di attività illecite. Gli inquirenti nella tarda serata di ieri hanno recuperato e sequestrato anche l’arma del delitto.

Intanto migliorano le condizioni dei due passanti rimasti feriti in modo non grave: Leonzio Fontana, di 40 anni, e Tiziano Galileo, di 43, anche loro con precedenti penali. La vittima - riferisce la polizia - era stata raggiunta da 5 proiettili ed è deceduta poco dopo il trasporto in ospedale. I due feriti, in modo lieve, si trovavano casualmente sulla linea di tiro dei killer.

Risalgono ai primi anni Novanta i blitz delle forze dell’ ordine che hanno stroncato i clan storici della città, a cominciare dal gruppo capeggiato dai fratelli Riccardo e Gianfranco Modeo. Una ragazza, Sandra Stranieri, morì accidentalmente dopo essere stata colpita da un proiettile vagante in via Mazzini, mentre era in corso l’ennesimo conflitto a fuoco. Molti boss sono tornati in libertà dopo la lunga detenzione, ma nel frattempo si sono fatti largo anche alcuni emergenti. Pochi giorni fa il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ha parlato durante una riunione a Lecce dell’influenza che la 'ndrangheta eserciterebbe sul territorio ionico in un momento di grave difficoltà socio-economica che vive l’intera provincia.

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