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Si attende un aumento degli sbarchi

Migranti, il 28 febbraio
apre l'hotspot di Taranto

Al Viminale fanno i conti in vista della primavera che potrebbe portare un’impennata degli sbarchi. Attualmente sono quasi 120mila gli immigrati ospitati nelle strutture di accoglienza: possibile che servano ulteriori 30mila posti

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Migranti a Potenza

ROMA - Al Viminale fanno i conti in vista della primavera che potrebbe portare un’impennata degli sbarchi. Attualmente sono quasi 120mila gli immigrati ospitati nelle strutture di accoglienza: possibile che servano ulteriori 30mila posti, in modo da garantirne complessivi 150mila. Su questo ci sarà la settimana prossima un confronto con Regioni e Comuni nella prima riunione del Tavolo immigrazione, dove si metteranno le basi per il Piano accoglienza 2016.

Finora gli arrivi si sono attestati su un livello leggermente inferiore a quelli dello scorso anno, ma il Viminale si sta preparando per numeri che alla fine non saranno lontani da quelli registrati nel 2015 e nel 2014. Attualmente, tenendo conto anche dei minori non accompagnati, si registra il record di presenze nelle strutture di accoglienza (tra quelle temporanee, i centri governativi ed il sistema Sprar). Ed in diversi casi la capienza è al limite. Mentre relocation e rimpatri, che avrebbero dovuto portare un pò di sollievo, sono fermi al palo (l'Italia ha più di 300 domande di ricollocamenti pendenti in attesa di risposta dai partner europei). Da qui la necessità di confrontarsi al più presto con Regioni, Comuni ed associazioni per individuare soluzioni condivise.

Ed un appello alla convocazione del Tavolo Immigrazione è arrivato oggi dai presidenti di Anci e Conferenza delle Regioni, Piero Fassino e Stefano Bonaccini. «Un nuovo Piano di accoglienza di profughi e migranti che comporta un ampliamento così significativo di nuovi arrivi - segnalano - non può essere adottato senza un pieno coinvolgimento di Regioni e Comuni, su cui ricade l’onere della gestione quotidiana di profughi e migranti. Peraltro - aggiungono - senza la disponibilità e la generosità delle Amministrazioni locali, l’Italia non sarebbe stata in grado di gestire il consistente flusso migratorio di questi anni».

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, da parte sua, ha fatto presente che «se si chiude il canale balcanico l’Italia verrà investita da un fenomeno spaventoso, credo il Governo ne sia consapevole. Ovviamente poichè dovranno contare sulla nostra collaborazione, noi siamo preoccupati perchè allo Stato il Governo non ci ha fatto capire come intende affrontare questa potenziale emergenza».

Il Viminale sta lavorando su più fronti. Da una parte tornerà alla carica per fare in modo che ogni Regione abbia il suo 'hub', un grande centro di accoglienza da individuare soprattutto nell’ambito delle strutture dismesse della Difesa. Ci sarà poi un nuovo bando per le strutture Sprar. E si proseguirà con gli hotspot, i centri richiesti dall’Europa per identificare chi sbarca: il 28 febbraio - a quanto si apprende - aprirà quello di Taranto, che si aggiungerà alle analoghe strutture già attive a Lampedusa, Pozzallo e Trapani. Seguiranno gli altri due: Porto Empedocle ed Augusta, ma quest’ultimo potrebbe essere spostato.

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