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Assessore al Patrimonio

E Stefàno «licenzia» la Semeraro

Il sindaco: l'assessore in ritardo su alcune questioni. Venuto meno il rapporto di fiducia

E Stefàno «licenzia» la Semeraro

FABIO VENERE

Comune, Stefàno «licenzia» Semeraro. Alle 13 di ieri il sindaco di Taranto ha revocato il mandato conferito all’assessore al Patrimonio che faceva parte della giunta in rappresentanza di «Realtà Italia». Il provvedimento (inizialmente si pensava si trattasse di una sospensione) ha assunto i contorni del fulmine a ciel sereno. Anche se, in realtà, i rapporti tra il capo dell’Amministrazione comunale ed il gruppo consiliare di riferimento dell’ormai ex assessore non erano dei più solidi. Il riferimento è alle critiche che uno dei componenti il gruppo di «Realtà Italia», Gianni Cataldino (l’altro è Filippo Illiano), ha rivolto al sindaco sulla gestione dell’Amministrazione, in generale, ed alla composizione della sua «squadra» di governo, in particolare.

Il primo cittadino, però, non ci sta ad accostare argomentazioni politiche ad una decisione che, da quel che egli stesso afferma, affonda le sue radici su un terreno strettamente amministrativo. Il sindaco di Taranto, contattato dalla «Gazzetta», dichiara: «Non si tratta di una sospensione così come accaduto, di recente, con il caso (poi rientrato) dell’assessore Vozza. Ho revocato la delega assessorile perché è, sostanzialmente, venuto meno il rapporto di fiducia». Poi aggiunge: «C’è una signora che risiede al quartiere Paolo VI per la quale, dal 2014, i nostri Servizi sociali hanno chiesto al Patrimonio di realizzare uno scivolo per disabili nei pressi della sua abitazione. Questa donna non può uscire di casa senza questo piccolo intervento che continua a non essere realizzato nonostante mi sia recato personalmente sia a casa della signora che in assessorato. Ma non solo. Non vedo la convenienza per l’Amministrazione, anche in termini economici, nell’assegnazione, poi sospesa, ad un privato di un immobile che c’è stato ceduto dal Demanio. Si tratta dell’ex caserma Chiapparo in zona Taranto Due. E infine - dice il sindaco -, proprio nell’ultima riunione di giunta ho chiesto all’assessore, per evitare un caso-Roma, di avere un elenco aggiornato su chi vive nelle case del Comune di Taranto. Mi è stato risposto che la cosa era allo studio. E, intanto, il tempo passa. Per questo, ho dato mandato alla segreteria generale di coordinare un lavoro di questo tipo. Non posso - commenta sconsolato Stefàno - fare io il lavoro dell’assessore. La situazione è mortificante e per questo ho revocato il mandato conferitole».

Dal canto suo, Cataldino («Realtà Italia») non digerisce, nella forma e nel merito, il provvedimento del sindaco Stefàno e ribatte così: «Da quel che ci risulta ed in attesa di leggere quanto afferma il sindaco, Stefàno per spiegare la sua scelta farebbe ricorso ad alcune questioni di carattere amministrativo. Non ne sono convinto e penso anzi che la revoca di Simona Semeraro abbia solo motivi politici. Se ci fossero realmente delle cause legate ad aspetti legati all’assessorato, il sindaco ne avrebbe dovuto parlare con la diretta interessata e poi con il capogruppo Illiano. Così si fa in politica, così si agisce quando vige un sistema democratico. Ed invece, questo non è accaduto. La gestione dell’ex caserma Chiapparo? Mah... Semeraro è al Patrimonio, escludendo i periodi festivi ed alcune assenze per motivi personali, da poco più di un mese. Non la si può criticare per quella vicenda. Ripeto - conclude Cataldino -, la decisione del sindaco è tutta politica e, a questo punto, agiremo politicamente di conseguenza». Probabilmente, uscendo o quantomeno sentendosi svincolati dalla maggioranza.

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