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Arsenale Taranto, Cipe dà via libera a 37 milioni per la riqualificazione

Arsenale Taranto, Cipe dà via libera a 37 milioni per la riqualificazione
GIACOMO RIZZO
Un’iniezione di risorse e di fiducia. Il  finanziamento, da parte del Cipe, di circa 37 milioni di euro per la riqualificazione e messa a norma delle infrastrutture e degli impianti dell’Arsenale militare  compito di garantire il supporto al mantenimento dell’efficienza dell navi militari. Sindacati e lavoratori parlano di una «prima svolta» visto che inizialmente il programma di interventi era destinato quasi esclusivamente alla promozione culturale dello stabilimento inteso come museo di archeologia industriale. Ma il pressing nei confronti del Governo ha mutato il raggio d’azione. Oggi il sindaco, Ezio Stefàno, e i sindacati commenteranno in una conferenza stampa a Palazzo di Città, alle 10.30, l’approvazione del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto e la destinazione delle risorse (i 37 milioni) per l’Arsenale della Marina. Lo stanziamento complessivo del Contratto  è invece di 864 milioni.
Il ministero della Difesa ha precisato che «i fondi stanziati per l’Arsenale saranno impiegati per la riqualifica di officine, bacini e laboratori». Questo «per consentire agli operai di poter lavorare in modo adeguato all’interno di officine moderne e dotate di nuovi impianti. Le attività da eseguire sono complesse e richiedono dei tempi tecnici non facilmente comprimibili. Alcuni interventi - dice la Difesa - devono essere effettuati in modo sequenziale. Si stima di ultimare il programma entro il 2019». L’ammodernamento dell’Arsenale, nelle intenzioni del Governo, dovrà rappresentare un volano per l’indotto navalmeccanico locale e potrà attirare nuovi investitori. «Siamo molto contenti - ha sottolineato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti - che il Cipe abbia accolto questo progetto e quindi con i 37 milioni che dal tavolo interistituzionale possono essere assegnati all’Arsenale noi possiamo concludere il piano Brin».  
Resta la proposta di sviluppo dal punto di vista culturale. La Difesa, in stretta collaborazione col ministero dei Beni culturali, ha realizzato «un’ipotesi progettuale - ha detto ancora il ministro Pinotti - per la fruibilità turistica dell’Arsenale che ha al suo interno numerosi esempi di archeologia industriale. Si possono apprezzare diversi modelli di impianti e di apparecchiature utilizzate nel secolo scorso, inseriti nelle antiche officine e negli storici laboratori tecnologici». Per la riqualificazione della banchina torpediniere in Mar Piccolo sono poi state «fatte delle valutazioni mirate alle esigenze sia di mantenimento delle capacità logistiche di ormeggio per le unità militari sia dell’Autorità portuale, finalizzata «alla realizzazione - si osserva - di un porto turistico capace di attrarre nuovi investitori privati, con la possibilità di realizzare, ad esempio, una banchina per l’ormeggio di una nave da crociera, maxi yacht, che prevedere un terminal crocieristico con tutte le strutture ricettive connesse. In ultimo, la volontà di creare un nuovo “waterfront” che sia fruibile da parte dei cittadini, restituendo un’area nella quale si potranno realizzare nuove occasioni di sviluppo economico».

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