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Martina Franca, il villaggio di Babbo Natale finisce in Procura La rabbia su Fb: «Vergogna»

Martina Franca, il villaggio di Babbo Natale finisce in Procura La rabbia su Fb: «Vergogna»
di PASQUALE D’ARCANGELO

MARTINA - Santa Claus deve uscire da una porta di sicurezza per sfuggire all’assedio dei bambini e il «caso» rischia di finire in Procura. Ne sono arrivati più un migliaio da buona parte del Barese, con una cinquantina di pullman, due o tre anche da fuori regione, richiamati dalla pubblicità televisiva, radiofonica e soprattutto dai social network, abilmente utilizzati per costruire un’immaginaria favola natalizia, rimasta nel set delle idee, che ha avuto addirittura Lino Banfi, come testimonial del progetto «La Casa Europea di Babbo Natale» in favore dell’Unicef, con l’incasso dell’entrata fissato in un euro a testa.

Una favola, fatta di elfi che avrebbero confezionato i regali da far arrivare sotto l’albero, con la visita addirittura alla cucina di Mamma Claus, piuttosto che lo studio dove Babbo Natale legge le letterine, una fabbrica del cioccolato e finanche uno spazio per spedire una cartolina con l’annullo speciale di Poste Italiane.

Il tutto per attirare migliaia di famiglie in una normalissima sagra d’autunno, «Per Bacco tra i vicoli», fatta montare su tre piazze cittadine per il gran numero di espositori di prodotti enogastromici, doppiati da altrettanti espositori di prodotti di piccolo artigianato per quelli che sono stati definiti «mercatini di Natale», trasferiti dall’atrio di Palazzo Ducale ai giardini di Villa Garibaldi, dopo una prima criticatissima edizione, che aveva messo in evidenza problemi gravi di sicurezza (per l’incendio di una bancarella-gazebo di prodotti alimentati, incautamente autorizzati lo scorso anno, con bombole a cielo aperto) e soprattutto di vivibilità, sia per i residenti rimasti ingabbiati in città, sia per i turisti impietriti dalla carenza di accoglienza e dei più essenziali servizi igienici, in un’area angusta del centro storico, dove sono state programmate visite per 50 persone alla volta, con altrettanti «selfie» e inevitabili code da due a tre ore per smaltire qualche centinaio di persone ogni ora.

Il comandante dei vigili urbani ha dovuto bloccare tutto, in seguito ad una serie di discussioni fino al rischio della rissa tra mamme e papà increduli di trovare lunghissime code nei vicoli dell’antico «curdunnìdd», dove nella settecentesca casa a corte del vecchio Spedaletto è stato allestito un set piuttosto abbozzato della Casa Europea di Santa Claus, in appendice ad una sagra d’autunno da panino e vino, come tante, duplicata dai mercatini artigianali di Natale.

Tutto all’insegna dell’immagine e della destagionalizzazione, secondo l’inadeguata autorizzazione della giunta, che ora finirà inevitabilmente sotto inchiesta alla Procura. Chiusa la sagra e il mercatino, sospese le visite alla Casa di Santa Claus che dovevano durare fino al 27.

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