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«Difendiamo i piccoli dai rischi del web»

di LEO SPALLUTO
«Difendiamo i piccoli dai rischi del web»
di LEO SPALLUTO

TARANTO - Un progetto per difendere i bambini dai rischi del web. Un modo per far comprendere ad insegnanti e genitori l’impor tanza di un corretto approccio alla «navigazione », alle chat e ai social network . E' l’iniziativa assunta dal centro studi «Familia» di Taranto che ha organizzato un ciclo di seminari con la compartecipazione dell’istituto scolastico «Cesare Giulio Viola». Il programma di incontri è stato presentato ieri mattina nelle aule del plesso scolastico «Cesare Battisti». I particolari sono stati illustrati dal presidente del centro studi «Familia », Lorenzo Iacobbi, dalla responsabile organizzativa, Mary Sanfilippo, dalla responsabile area violenza domestica e stalking, Angela Giuca, e dalla dirigente scolastica dell’istituto, Marilena Salamina.

Il progetto scolastico, denominato «Il web che vogliamo» e realizzato da «Familia», si articolerà in una serie di seminari che si svolgeranno nell’arco dell’intero anno scolastico. Saranno coinvolti genitori, docenti e alunni anche in sessioni appositamente dedicate. Il primo appuntamento è in programma lunedì prossimo, 16 novembre, alle 16.30, nell’aula magna della scuola «Battisti».
«La nostra associazione - spiega Iacobbi - è nata un anno fa per occuparsi, in tutta Italia, delle tematiche dell’universo della famiglia e dedica grande attenzione ai minori e allo stalking. Dobbiamo ringraziare la preside Salamina per aver accettato di trattare una tematica così delicata in modo diverso: di solito se ne parla soltanto in una-due giornate di studio nel corso dell’annata. Invece la “Viola” ha accettato di affiancarci per tutto l’anno».

Internet è ormai uno strumento fondamentale. «Proprio per questo - prosegue - va usato con le dovute precauzioni, soprattutto per il bene dei nostri figli che devono evitare i rischi dell’adescamento. Non è facile affrontare certi temi a scuola: abbiamo sempre trovato un po' di resistenza e anche i genitori, spesso, sottovalutano il problema».
Salamina non ha avuto dubbi ed ha accolto subito il progetto-pilota del centro studi.
«L'istituto “Viola”, che comprende i plessi “Battisti” e “Rodari” - sottolinea Salamina - è all’avanguardia nell’utilizzo delle tecnologie. Abbiamo perciò la necessità di educare i nostri ragazzi ad un utilizzo consapevole dei media. Senza rifiutare alcuno strumento, ma fornendo le competenze necessarie per affrontare i pericoli, prevenire la violenza in rete e sconfiggere il cyber-bullismo».

La struttura dei corsi è pronta. «Partiremo il 16 novembre - annuncia Sanfilippo - coinvolgendo nei seminari i bambini della fascia 5-13 anni, i loro insegnanti e le famiglie. Ci saranno anche due concorsi: il primo, riservato ai più piccoli, prevede l’elaborazione di una filastrocca, anche in powerpoint, che sarà oggetto di valutazione nell’ultimo appuntamento. I ragazzi delle medie, invece, realizzeranno un giornale scolastico sull'argomento, settimanale o quindicinale, che sarà pubblicato on line. Anche in questo caso i migliori saranno premiati».
La responsabile organizzativa, Sanfilippo, sottolinea l’importanza dei questionari. «Distribuiremo i fogli con dieci domande a tutti gli studenti - spiega -. Riguarderanno le forme di utilizzo del web, la conoscenza dei rischi ed i filtri che servono per evitare ogni forma di pericolo. Ci sono oltre 1300 alunni, alla fine otterremo un dato statistico estremamente attendibile ».

Giuca evidenzia la differenza tra le consuete forme di bullismo e il cyber-bullismo. «Entrambi i fenomeni - dichiara - si basano sulla prevaricazione del più debole. In rete, ovviamente, manca il contatto fisico con la vittima. Dal punto di vista del reato, però, ci sono delle aggravanti: l’ingiuria e la diffamazione “a mezzo stampa”, avvenuta con una pubblicazione sui social network, ad esempio, causa pene maggiori». Le «lezioni» saranno alla portata di tutti. «Di sicuro - conclude Iacobbi - non affronteremo i seminari con un linguaggio tecnico: i nostri interlocutori sono le famiglie, saremo chiari e forniremo anche degli esempi pratici sui possibili pericoli».

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