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Marò, presto riunione per l'iter dell'arbitrato

Marò, presto riunione per l'iter dell'arbitrato
NEW DELHI – La formalizzazione del tribunale internazionale dell’Aja che esaminerà la controversia fra Italia ed India sull'incidente in cui sono coinvolti i Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone permette al suo presidente, Vladimir Golitsyn, di convocare forse già entro la fine del 2015 una prima riunione per discutere il quadro procedurale e il calendario per le osservazioni scritte e orali.

Si deve subito notare che dal comunicato datato 6 novembre 2015 della Corte permanente di arbitrato (Cpa) emerge che la composizione del tribunale che deve occuparsi dell’incidente avvenuto in Kerala il 15 febbraio 2015 era stata decisa oltre un mese prima, il 30 settembre.

E che la decisione di designare tre dei cinque giudici è stata presa dal presidente del Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos) di Amburgo, Golitsyn, segno della mancanza di intesa fra Italia ed India che avrebbero potuto procedere alla loro designazione di comune accordo in base alle disposizioni dell’allegato VII della Convenzione Unclos.

Un dissenso che non è stato però totale se a presiedere il tribunale arbitrale c'è il russo Golitsyn che, nella sua qualità di presidente dell’Itlos non avrebbe potuto autonominarsi senza l'accordo di Italia e India.

La prima fase del lavoro dei giudici (il presidente Golitsyn, l'italiano Francesco Francioni, l’indiano P. Chandrasekhara Rao, il coreano Jin-Hyun Paik e il giamaicano Patrick Robinson) sarà dedicata, come risulta da quanto avvenuto in altri casi di contenzioso fra Stati all’esame dell’Aja, alla discussione "del quadro procedurale, incluse le regole di procedura applicabili, e il calendario per le osservazioni scritte e orali".

Appena possibile comunque, hanno indicato fonti del governo italiano, l’Italia riproporrà la richiesta di rientro di Girone da Delhi, respinta in agosto dall’Itlos di Amburgo. L’ordinanza al termine delle udienze sostenne che l’Itlos non poteva accedere alla richiesta di Roma perchè si trattava di un argomento di competenza del tribunale di arbitrato dell’Aja.

La parte italiana aveva chiesto in quella occasione anche di poter far restare Latorre nella sua casa di Taranto fino al termine del processo e di non rimandarlo quindi in India il 15 gennaio 2016, come prevede l’ultimo permesso di sei mesi concessogli dalla Corte suprema indiana per ragioni terapeutiche.

Accettando di non compiere atti giudiziari che potessero essere interpretati come interferenze nell’operato del tribunale arbitrale, il massimo tribunale indiano ha fissato però la sua prossima udienza sul caso per il 13 gennaio prossimo.

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