Cerca

Martedì 26 Settembre 2017 | 11:21

Mazzette alla Marina militare in manette ufficiali a Taranto Inchiesta avviata nel 2014 con 8 arresti

Mazzette alla Marina militare in manette ufficiali a Taranto Inchiesta avviata nel 2014 con 8 arresti
(di Giacomo Rizzo)
TARANTO, 28 OTT – Cambiavano i comandanti, ma resisteva il sistema di tangenti. Un meccanismo talmente oliato che gli imprenditori per mesi hanno pagato disciplinatamente il 'pizzò per mantenere appalti e servizi, fino a quando una delle vittime non ha deciso di ribellarsi e di denunciare tutto alla magistratura. Oggi altri due ufficiali della Marina militare sono stati arrestati e posti ai domiciliari con l’imposizione del braccialetto elettronico nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Taranto che aveva già portato ad altri otto arresti (sei ufficiali, un sottufficiale e un dipendente civile): il primo, in flagranza di reato, il 12 marzo 2014; gli altri sette il 13 gennaio scorso in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare.

A firmare i provvedimenti restrittivi, contestualmente ad un decreto di sequestro per equivalente del valore di 500mila euro nei confronti dei 10 indagati, è stato il gip Pompeo Carriere su richiesta del pubblico ministero Maurizio Carbone. I carabinieri hanno raggiunto nelle rispettive abitazioni e arrestato il capitano di corvetta Alessandro Dore, ora in servizio presso il Comando Scuole della Marina Militare di Ancona, e il capitano di fregata Giovanni Caso, attualmente in servizio presso l’Ufficio Centrale del Bilancio e degli Affari Internazionali del ministero della Difesa. Entrambi rispondono di presunti illeciti commessi quando erano in servizio al quarto Reparto della Direzione di Commissariato della Marina Militare (Maricommi) a Taranto. Nell’inchiesta c'è una 'gola profondà. Durante gli interrogatori di garanzia, un indagato ha infatti fornito i nomi di altri imprenditori costretti a pagare tangenti e ha corroborato i sospetti degli inquirenti. Già nell’ordinanza del gennaio scorso il gip scriveva che gli arrestati "chiedevano il pizzo con brutale e talora sfacciata protervia alla stessa stregua della malavita organizzata".

Dai successivi accertamenti è emerso che il capitano di fregata Caso avrebbe percepito 'mazzettè anche dopo il primo arresto eseguito dai carabinieri nel marzo 2014. In manette, all’epoca, finì il capitano di fregata Roberto La Gioia, ex comandante di Maricommi, il reparto che si occupa di approvvigionamento, stoccaggio e rifornimento di combustibili e lubrificanti delle unità navali della Marina Militare e dei mezzi aeromobili. Con la minaccia di ostacolare la regolare emissione di mandati di pagamento, gli indagati avrebbero chiesto a numerosi imprenditori somme di denaro non dovute per importi variabili e altre utilità, da pagare con cadenza bisettimanale, per un valore complessivo equivalente al 10% dei profitti. Fu scoperto anche un brogliaccio in cui La Gioia annotava l’appalto, le ditte vincitrici, il valore della commessa e l’importo delle tangenti accanto al quale comparivano sempre alcune lettere: 'D’stava per direttore, 'VD’per vice direttore, 'Iò per la somma riservata a se stesso, e così via. Cambiavano i nomi, ma non il sistema.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione