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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 22:59

Base Marina di Grottaglie alle capre manutenzione prati

Base Marina di Grottaglie alle capre manutenzione prati
ROMA – Approda in Parlamento, con una interrogazione di Sel e la richiesta al Governo di riferire a Montecitorio, la vicenda delle capre che sarebbero utilizzate per la manutenzione dei prati in due basi della Marina militare, a Venezia e Grottaglie, e del militare punito per aver segnalato il caso. 

"Pare che tutto nasca – scrive Sel, prendendo spunto da un articolo pubblicato ieri dal Fatto quotidiano – da una 'battutà dell’ammiraglio Giuseppe de Giorgi, che durante una visita alle basi si è lamentato della incuria in cui versavano i prati e di fronte alle osservazioni che sottolineavano la mancanza di fondi per le manutenzioni ordinarie ha replicato, ironizzando, 'allora comprate delle caprè". Detto, fatto.

"Al netto della assurdità della vicenda (sarebbe interessante capire in quale capitolo di spesa è stato inserito l’acquisto dei ruminanti) emergono due elementi gravissimi", affermano gli esponenti di Sel Duranti, Scotto e Fratoianni. Il primo riguarda la gestione delle risorse per la Difesa, con "l'aumento a dismisura degli investimenti per gli armamenti (come gli F35) e, di contro, il taglio dei fondi per l’esercizio e le normali attività di gestione"; il secondo elemento riguarda invece "la punizione comminata al militare che ha 'denunciatò con una lettera ai superiori la vicenda", partendo "dalla difficoltà di gestione e di salute in cui versano gli animali acquistati (che evidentemente richiedono cure ed attenzioni particolari).

Per tutta risposta – sottolinea Sel – gli sono stati affibbiati tre giorni di consegna di rigore, punizione severissima, per 'violazioni delle funzioni attinenti al gradò e per 'rivelazione di segreti militarì".

Sel – ricordando anche il caso della punizione inflitta a tre militari dell’Aeronautica per aver "divulgato informazioni" circa un volo effettuato dal premier Renzi – evidenzia che "tutto questo avviene perchè la normativa sui provvedimenti disciplinari non è adeguata e spesso anche male applicata, lasciando piena libertà alla arbitrarietà gerarchica. Bisogna intervenire subito, dotando finalmente le Forze armate di una rappresentanza sindacale piena affinchè il personale militare possa tutelarsi autonomamente, senza essere costantemente sotto ricatto".

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