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Martedì 26 Settembre 2017 | 00:34

Dopo l'allagamento l'Ilva riavvia gli impianti e la città conta i danni Ieri nubifragio nel Tarantino

Dopo l'allagamento l'Ilva riavvia gli impianti e la città conta i danni Ieri nubifragio nel Tarantino
TARANTO – Dalla scorsa notte l’Ilva ha avviato il progressivo riavvio degli impianti fermati ieri perchè resi inagibili a causa degli allagamenti provocati dal nubifragio che si è abbattuto sulla città di Taranto. Dalla Fim Cisl si apprende che "gli altoforni sono tutti in marcia, ma cola solo l’altoforno 1 a causa dei carri siluro pieni. L'Acciaieria 2 è in marcia con due colate continue e un convertitore. Il secondo convertitore verrà avviato a breve. L'Acciaieria 1 è in fase di avvio. Infine, l’area a freddo è tendenzialmente ferma e dovrebbe riprendere la marcia da domani".
Il maltempo ieri ha provocato l’allagamento degli impianti e un black-out sulla rete elettrica per anomalie alla centrale "Taranto energie". Per l’impraticabilità dei locali, i lavoratori di alcuni impianti erano stati rimandati a casa e collocati in ferie. Le officine dovrebbero ripartire lunedì.

LA CITTA' CONTA I DANNI - Ancora disagi e conta dei danni a Taranto dopo la bomba d’acqua che si è abbattuta sulla città, bloccando la stazione ferroviaria e allagando interi quartieri, tanto che si è reso necessario l’utilizzo di barche e gommoni per soccorrere i cittadini rimasti intrappolati in uffici e in abitazioni al piano terra o negli scantinati.
Proseguono anche oggi i servizi di bonifica e messa in sicurezza delle zone colpite, dei sottopassi, degli edifici privati e delle strutture pubbliche.

Il violento temporale ha provocato danni ingentissimi alla cappella inferiore della chiesa Madonna delle Grazie e ai locali annessi. Anche diverse farmacie hanno riportato danni strutturali che hanno compromesso l’espletamento dei servizi. Il presidente dell’Ordine, Francesco Settembrini, ha assicurato che il ritorno alla normalità sarà assicurato entro le prossime 24/48 ore.
Diversi esercizi commerciali ieri sera sono rimasti chiusi per la mancanza di energia elettrica e acqua e sono in corso gli interventi per liberare i sottopassi (quello di viale Magna Grecia ha subito una importante lesione a un muro).

DISTRUTTO L'IPPODROMO - La bomba d’acqua ha distrutto inoltre la pista di corse e quelle di allenamento dell’Ippodromo Paolo VI. La direzione ha annunciato che, di concerto con le categorie, provvederà ad annullare il convegno di lunedì valevole anche come corsa tris per salvaguardare l’incolumità di cavalli e guidatori.

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