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Martedì 24 Ottobre 2017 | 06:03

Scazzi, bugie ai giudici nei guai Ivano e familiari

di FRANCESCO CASULA
Scazzi, bugie ai giudici nei guai Ivano e familiari
di FRANCESCO CASULA

TARANTO - La procura di Taranto ha chiesto il rinvio di Ivano Russo, il giovane di Avetrana che sarebbe stato al centro della contesa tra Sarah Scazzi, la 15enne uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010, e la cugina Sabrina Misseri condannata in appello all’ergastolo insieme con la madre, Cosima Serrano, per l’omicidio della 15enne. Dopo la chiusura delle indagini, il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero hanno chiesto il processo nei confronti del 32enne accusato di false informazioni al pubblico ministero e falsa testimonianza dinanzi alla corte d’assise. Ivano, infatti, ha sempre sostenuto di aver trascorso in casa la giornata del 26 agosto, almeno sino al tardo pomeriggio quando poi è andato a lavorare sulla litoranea ma, come annunciato dalla Gazzetta, agli atti dell’indagine esiste il verbale di un testimone che invece colloca Ivano fuori dalla sua abitazione proprio attorno all’ora di pranzo, ovvero quando Sarah sarebbe stata uccisa. Ma Ivano non è l’unico che rischia di finire sotto processo: una contestazione specifica per falsa testimonianza e false informazioni al pubblico ministero viene formulata anche a sua madre Elena Baldari, al fratello Claudio Russo e all’allora fidanzata Antonietta Genovino.

Sono complessivamente 12 le richieste di rinvio a giudizio presentate dai pm Argentino e Buccoliero nei confronti di quanti sarebbero stati a conoscenza di fatti e particolari riguardanti l’omicidio e avrebbero taciuto, o peggio detto il falso, dinanzi ai pubblici ministeri o alla corte d’assise. Oltre a Ivano Russo e ai suoi familiari, tra gli imputati compaiono Maurizio Misseri, figlio di Carmine Misseri (falsa testimonianza per una telefonata fatta allo zio Michele dal padre invece che da lui); Anna Lucia Pichierri, moglie di Carmine Misseri (falsa testimonianza riguardo alle circostanze della visita ricevuta da Valentina Misseri il 16 ottobre del 2010, il giorno dopo l’arresto di Sabrina); l’imprenditore Giuseppe Olivieri (falsa testimonianza e calunnia nei confronti dei carabinieri per l’orario di impiego di due donne delle pulizie il giorno del delitto); Alessio Pisello, amico di Ivano e Sabrina (falsa testimonianza riguardo le circostanze dell’incontro che si svolse in una villetta di San Pietro in Bevagna tra il primo avvocati di Sabrina Misseri Vito Russo e Ivano Russo); Anna Scredo, cognata del fioraio Giovanni Buccolieri (falsa testimonianza sulla storia del sogno riguardo il sequestro di Sarah compiuto da Sabrina e Cosima); Dora Serrano, sorella di Concetta e Cosima (false informazioni al pubblico ministero, falsa testimonianza dinanzi alla corte d’assise e calunnia contro i carabinieri, per essersi inventata le molestie subite da Michele Misseri quando era minorenne) e Giuseppe Serrano, fratello di Concetta e Cosima (calunnia contro i carabinieri e falsa testimonianza per quanto detto riguardo il giorno del delitto). L’elenco si chiude con Michele Misseri accusato di autocalunnia perché per assicurare salvare Cosima e Sabrina si è accusato dell’omicidio di Sarah.

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