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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 18:29

Taranto, allenatore alla sbarra per rapporti con le allieve

Taranto, allenatore alla sbarra per rapporti con le allieve
TARANTO - Scatterà il prossimo 7 dicembre dinanzi al tribunale collegiale il processo nei confronti del 56enne allenatore di pallacanestro finito in carcere lo scorso 15 maggio con l’accusa di atti sessuali con minorenni.

Il giudice per le indagini preliminari Martino Rosati ha firmato il decreto di giudizio immediato chiesto dal sostituto procuratore Lanfranco Marazia. Spetterà ora all’avvocato Luca Balistreri, difensore dell’imputato, valutare se affrontare il processo dinanzi alla prima sezione del tribunale penale oppure se ricorrere al rito abbreviato.

Nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, il 56enne ha ammesso che il rapporto con le due giovani allieve che sarebbero state al centro di un torbido rapporto, era molto stretto e contrassegnato da una fitta rete di messaggi in chat ma non che c’è mai stato nulla di proibito.

L’uomo, nella vita di tutti giorni padre e marito irreprensibile oltre che impiegato ligio al dovere, ha risposto a tutte le domande del magistrato, spiegando il tipo di rapporto che aveva instaurato con le ragazzine, un rapporto quasi da genitore aggiunto - ha spiegato - e non certo da fidanzato né tantomeno da amante.

A far scattare l’inchiesta è stata la denuncia dei genitori di una delle due 13enni che avrebbe avuto una relazione sentimentale con il 56enne, denuncia arrivata negli uffici dei carabinieri il 6 maggio scorso. Le allarmanti dichiarazioni rilasciate dalla stessa ragazzina avevano fatto partire gli accertamenti degli investigatori dell’Arma. Il 15 maggio i militari, decreto di perquisizione alla mano, hanno messo a soqquadro l’abitazione dell’istruttore e la palestra nella quale si svolgevano gli allenamenti della squadra di pallacanestro della quale faceva da guida tecnica. Sotto sequestro sono finiti computer e altro materiale. E mentre erano in corso le perquisizioni, un’altra tredicenne siè presentata negli uffici della questura per denunciare gli stessi fatti e la stessa persona. Per questo motivo gli agenti della Squadra Mobile hanno deciso di procedere al fermo di polizia giudiziaria del 56enne, atto firmato poi congiuntamente con i carabinieri con l’accusa di atti sessuali su minori.

Secondo le testimonianze delle due ragazzine le relazioni sentimentali andavano avanti da un anno e l’una non sapeva dell’altra. Stando a quanto trapelato le due ragazzine sarebbero state completamente soggiogate da quell'uomo che era il loro allenatore ignari genitori affidavano con fiducia i loro figli. Ragazzine semplici, dicono gli investigatori, che comunque in cambio di quelle particolari e morbose attenzioni non avrebbero ricevuto soldi o regali di altro genere. Storie torbide sulle quali gli inquirenti hanno svolto ulteriori accertamenti, facendo sopralluoghi anche negli immobili che avrebbero ospitato gli incontri tra gli allenatori e le allieve, mettendo assieme gli elementi che hanno portato il pm Marazia a chiedere e ottenere il decreto di giudizio immediato, ritenendo evidenti le prove sinora raccolte.

Mimmo Mazza

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