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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 11:18

Ginosa, dormivano in tenda  hanno finalmente una casa

Ginosa, dormivano in tenda  hanno finalmente una casa
di Michele Pacciano

GINOSA MARINA - I coniugi Russo di Ginosa Marina hanno finalmente una casa. Dopo l’odissea durata tre mesi, Giovanni e Francesca, la coppia sfrattata e senza lavoro, costretta a vivere con i figli minori in due tende canadesi sulla spiaggia della cittadina ionica, da mercoledì pomeriggio hanno un tetto sicuro sotto cui affrontare le piogge e primi freddi.

Il loro dramma di povertà nascosta, era passato nel silenzio e nell’indifferenza dei tanti turisti e cittadini che affollavano i lidi rivieraschi. Ma dopo la denuncia filmata, partita dalla web tv locale “Net.uno.Tv” e prontamente accolta dalla “Gazzetta”, la loro vicenda a commosso l’Italia intera, mobilitando i media nazionali, scatenando una catena di solidarietà che ha coinvolto singoli, enti e istituzioni. Il tam tam di web, televisioni e carta stampata ha dato i suoi frutti.Il caso è stato subito preso in carico dagli assistenti sociali del Comune di Ginosa, che già seguivano la famiglia per le sue precarie condizioni di vita.

Giovanni, 39enne, aveva più volte perso il lavoro e Francesca, 30 anni, lavorava saltuariamente come colf. Quando su di loro si è abbattuto lo sfratto, con la perdita dell’ultimo alloggio in fitto che avevano faticosamente trovato, i due giovani coniugi sono piombati nella disperazione, ma facendo appello alle loro ultime risorse, senza perdere la dignità, si sono rifugiati sulla spiaggia. Le loro tende da campeggio sono diventate l’unico ricovero di fortuna contro le intemperie.

La loro protesta silente è andata avanti dal giugno scorso, senza che nessuno se ne accorgesse. O forse, chi sapeva, a taciuto, per pudore, per timore, o anche per menefreghismo. «Nessuno ci ha avvisati per tempo - si giustificano oggi gli assistenti sociali del Comune guidati da Rosalba Pizzulli -. Non appena abbiamo avuto contezza del dramma che si stava consumando, ci siamo subito attivati per risolvere la situazione. I ragazzi Russo hanno cominciato la scuola, continuano gli operatori sociali, possibile che nessuno, neanche le maestre, abbia visto o sentito nulla? A noi basta anche una lettera anonima».

Polemiche a parte, la notizia da registrare è sicuramente il lieto fine di questa storia. I coniugi Russo vogliono abbassare i riflettori e godersi la ritrovata tranquillità. Ma una domanda muore in gola: Quante povertà, drammatiche, nascoste e silenti, ci sono sul territorio, a Ginosa o altrove? Le istituzioni cosa fanno. Quello che possono. Forse non è abbastanza.

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