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Lunedì 25 Settembre 2017 | 11:58

Taranto, Schimera è il nuovo questore torna dove ha iniziato

Taranto, Schimera è il nuovo questore torna dove ha iniziato
MARISTELLA MASSARI
TARANTI - La prima cosa che colpisce di lui è il sorriso. Franco, schietto, aperto. Da Matera, città da cui proviene e che lo ha visto fronteggiare il rovescio della medaglia della Capitale della cultura (l’aumento dei turismo ha fatto decollare i furti e gli scippi e la microcriminalità di strada), Stanislao Schimera se n’è andato con l’appellativo di «questore di piazza». Il migliore epiteto che una comunità possa tributare ad un rappresentante dello Stato, riconoscendo il giusto merito al suo lavoro.

«Credo nella polizia di prossimità, nel contatto con la gente, è vero - ha detto Schimera - e il mio ufficio a Matera è sempre stato aperto a tutti, così come sarà a Taranto». Il biglietto da visita del nuovo questore giunto ieri in via Palatucci è questo. Ieri mattina, dopo le visite ufficiali, prima su tutte quella con il prefetto Umberto Guidato con cui ha avuto una riflessione sui temi della criminalità e sulle criticità del territorio, Schimera ha voluto incontrare la stampa. Brindisino, ma di origini leccesi, come ha precisato, si è detto «figlio di questa terra» e «grande amante del mare».

«E’ stata la cosa che mi mancava di più quando ero a Matera». Schimera, 55 anni, moglie e due figli, è entrato nella Polizia di Stato nel 1984, diventando funzionario nel 1990. La sua prima sede è stata Milano, «ma Taranto mi ha tenuto a battesimo come poliziotto. E’ stato un periodo durissimo e molto triste. Eravamo nel pieno della guerra di mala. C’erano decine di morti ammazzati, non è stato facile, ma qui mi sono formato. Sono molto legato a questa città e a questa regione. In Puglia ho svolto gran parte della carriera e ci metterò il massimo dell’impegno nel mio lavoro perché ci tengo a non fare brutte figure».

Schimera ha svolto le sue funzioni principalmente nelle province pugliesi di Bari, Brindisi e Taranto, fino ad assumere la funzione di Vicario del questore nel capoluogo di regione pugliese, incarico che rilevò da Enzo Mangini, suo predecessore.

Nel corso della carriera si è occupato di diversi settori dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il nuovo questore di Taranto è stato dirigente dell’Ufficio Stranieri a Brindisi nel 1991 al tempo del primo sbarco in Italia dei profughi albanesi, sempre a Brindisi ha diretto la Squadra Mobile. Ma la principale esperienza operativa l’ha maturata presso gli Uffici Digos delle Questure di Brindisi e di Bari per oltre 17 anni, portando a termine numerose operazioni di polizia giudiziaria contro il terrorismo, di matrice anche internazionale. Uomo d’azione e non di scrivania, come detto, nel 1995 ha ricevuto la promozione per merito straordinario per aver affrontato e disarmato un rapinatore rischiando la vita. «Sono un ottimista - ha detto rispondendo alle domande dei cronisti -. Non ho la bacchetta magica, ma posso dirvi, con un moto d’orgoglio, che conosco i miei uomini e che sono una bella squadra. Lasciateci lavorare con serenità. La voglia di fare non manca, l’entusiamo neppure».

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