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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:41

Detenuti al lavoro nei campi a Taranto

Detenuti al lavoro nei campi a Taranto
TARANTO – Sporcarsi le mani restando 'pulitì. Un apparente paradosso spiega il senso del protocollo d’intesa firmato oggi nel carcere di Taranto, punto di partenza per la nascita di una futura impresa agricola modello in grado di strappare terreni all’abbandono e offrire un’occupazione a lavoratori detenuti e, in una fase successiva, anche ad ex detenuti. Al tavolo, per la sigla, il direttore dell’istituto di pena, Stefania Baldassari e il presidente di Confagricoltura Taranto, Luca Lazzaro.

"Il protocollo – è detto in una nota – getta le basi per un progetto che prenderà corpo in tempi brevi, appena ricevuta l'approvazione e i finanziamenti da Cassa ammende e dai competenti uffici ministeriali. L’idea che sta all’origine del protocollo, in continuità con l’intesa fra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Confagricoltura nazionale, è quella di far nascere un’impresa agricola nei terreni della casa circondariale, che dispone di circa due ettari inutilizzati all’esterno del muro di cinta e di 'manodoperà cui offrire, per così dire, una seconda chance durante la detenzione".

Il progetto è destinato a lavoratori detenuti in modo "da creare opportunità di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti nel settore agricolo, prevedendo l’assunzione di almeno alcuni detenuti coinvolti nel progetto da parte dell’azienda". A tal fine l’amministrazione penitenziaria si impegna "a cedere in comodato d’uso gratuito i terreni di propria pertinenza all’azienda agricola che verrà individuata e a mettere a disposizione i detenuti".

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