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Martedì 26 Settembre 2017 | 22:04

Uccise la convivente Gup: agì con sadismo

Uccise la convivente Gup: agì con sadismo
TARANTO – "Sadicamente ha lasciato che la ragazza soffrisse fisicamente, non soccorrendola ed incutendole così tanto e tale timore di poter essere definitivamente uccisa che ella stessa con un proiettile in corpo, preferiva soffrire piuttosto che chiedere aiuto". Lo scrive il gup di Taranto, Vilma Gilli, nelle motivazioni della sentenza di condanna a 20 anni di reclusione (con riconoscimento dell’incapacità parziale di mente equivalente alle aggravanti) inflitta il 20 marzo scorso a Cosimo De Biaso, 26nne di Statte accusato dell’omicidio della compagna ventenne Ilaria Pagliarulo, compiuto nel settembre del 2013.

L’avvocato Maria Letizia Serra, che assiste l'imputato, ha annunciato che nei prossimi giorni appellerà la sentenza. La vittima morì in ospedale una settimana dopo essere stata ferita con colpi di pistola sparati per due volte a distanza di 12 ore l’uno dall’altro. Il suo convivente l’aveva colpita la sera prima a un fianco, perforandole un rene, e l’indomani mattina all’emitorace sinistro.

Ilaria Pagliarulo era rimasta a letto nonostante la ferita, temendo ulteriori conseguenze. Sua madre la soccorse solo la mattina del 15 settembre, chiamando il 118 mentre l’uomo sparava ancora contro la sua auto e contro l'ambulanza che portava la donna in ospedale.
"L'imputato - osserva ancora il gup nelle motivazioni della sentenza depositate oggi – ha agito con l’intenzione di uccidere o anche solo di procurare serie lesioni, volendo procurare anche dolore fisico, tanto che, pur potendo alternativamente chiedere aiuto, e desistere dall’azione, o determinarne la morte con un secondo sparo definitivo, attendeva una notte intera prima di agire nuovamente".

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