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Martedì 17 Ottobre 2017 | 06:13

Processo Scazzi «Sabrina è innocente testimoni manipolati»

Processo Scazzi «Sabrina è innocente testimoni manipolati»
di Monica Arcadio

TARANTO - «L’acquisizione della prova è avvenuta in modo opaco e malato», con questa affermazione forte l’avvocato Nicola Marseglia, difensore di Sabrina Misseri con il professor Franco Coppi, dà il La alla sua lunga arringa nel processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. E non lesina affermazioni al veleno contro gli inquirenti che, a suo dire, avrebbero fatto pressioni sui testimoni per indurli a dichiarare ciò che volevano sentirsi dire per tirare in ballo la sua assistita. Questo è un processo meno che indiziario per l’avvocato Marseglia che insiste, senza alcuna fatica, sulla gogna mediatica che ha indirizzato questa inchiesta il cui movente della gelosia non regge.

Non può reggere, secondo il legale, perché il rapporto tra Ivano Russo e Sabrina non è mai decollato, neppure a livello sessuale. E a questo punto legge in aula alcuni messaggi tra i due giovani intercettati in fase investigativa. «Questo processo è fondato sul pregiudizio», aggiunge soffermandosi sulla figura di Michele Misseri. «Da modesto contadino passa per essere un orco pedofilo», tuona ancora chiedendo ai giudici della Corte di rivedere il filmato del 15 ottobre quando lo zio di Sarah, dopo nove giorni dalla confessione che lo porta in carcere, viene condotto nel garage della villetta di via Deledda per spiegare sul posto come è avvenuto l’assassinio della nipote. «Michele è un demente», lo ripete per due volte in aula l’avvocato Marseglia. «Questo processo - spiega il legale - è basato su un vizio di forma fino alla sentenza di primo grado. I testi sono stati sentiti e risentiti per renderli maledettamente funzionali alle ipotesi dei moventi passionale e familiare che si contrappongono a quello della violenza sessuale di Michele».

A questo punto l’avvocato del foro di Taranto smonta pezzo pezzo alcuni di questi testi tra cui quelli principali come Anna Pisanò che raccontò di aver visto Sarah imbronciata a casa Misseri, la mattina del 26 agosto, e Mariangela Spagnoletti che, nel pomeriggio, arrivò in via Deledda e dichiarò di aver visto già fuori da casa Sabrina. La Pisanò, dice il difensore della giovane imputata, stranamente è in mezzo a diversi episodi di questa inchiesta. Anna Pisanò la definisce il prodotto esemplare di questo l processo mediatico. La Spagnoletti è pure una teste centrale e cambia tre volte versione, nella prima non fornisce neppure elementi «trascendentali» per le indagini.

L’avvocato Marseglia si sofferma sul sogno del fioraio Giovanni Buccolieri, sull'interrogatorio per rogatoria avvenuto in Germania della sua ex commessa Vanessa Cerra, torna sugli orari che non coinciderebbero e sulla famiglia Scazzi. I genitori di Sarah non ricordavano come fosse vestita la figlia, sottolinea, e neppure seppero dare un orario preciso del momento in cui la 15enne uscì da casa per recarsi in via Deledda. L’avvocato Marseglia ha chiesto, come già fatto dal professor Coppi nell’udienza di mercoledi scorso, l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

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