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Caso Scazzi, il pg chiede conferma ergastolo per Sabrina e Cosima Ragazza in lacrime: «Non l'ho uccisa»

Caso Scazzi, il pg chiede conferma ergastolo per Sabrina e Cosima Ragazza in lacrime: «Non l'ho uccisa»
TARANTO – "Non l’ho uccisa, so io quanto sono addolorata". Sabrina Misseri ha pronunciato solo queste parole dopo aver chiesto di rendere dichiarazioni spontanee. Poi è scoppiata in lacrime senza riuscire più a continuare. Ma la Procura generale non le crede e dopo oltre otto ore di requisitoria ha chiesto la conferma della condanna in primo grado all’ergastolo per lei e per la madre, Cosima Serrano (omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere). Sarah Scazzi "viene strangolata in casa Misseri con una cintura da Cosima e Sabrina" ha detto con voce decisa il sostituto pg Antonella Montanaro, aggiungendo che il delitto è stato commesso da due persone, di cui "una tratteneva Sarah e l'altra la strangolava". Un delitto con "dolo d’impeto, non con premeditazione".

All’udienza forse più importante del processo d’appello per il delitto della quindicenne di Avetrana (Taranto) non ha assistito Cosima. Ha rinunciato, ha riferito uno dei suoi legali, perchè la scorta avrebbe preteso di condurla in manette dal carcere di Taranto all’aula del processo. Circostanza che ha colto un pò di sorpresa il presidente della Corte di assise di appello, Patrizia Sinisi.
Il pg ha chiesto anche la conferma delle condanne per gli altri sei imputati, a partire da Michele Misseri (otto anni in primo grado per soppressione di cadavere più reati minori). Chiesto il non luogo a procedere per Cosimo Cosma (sei anni per soppressione di cadavere), morto l’anno scorso.
"Sarah è una sorella, dice Sabrina – ha sottolineato il pg - peccato che Sarah quasi nella stessa giornata dice che 'è una stronzà, peccato che Sabrina dicesse che Sarah 'si vende per due coccolè. Sarah non era più la 'cosà di Sabrina da quando aveva cominciato a frequentare il suo gruppo. Sarah diventa la rivale di Sabrina e nella sua testa vuole prendere il suo posto con Ivano Russo".

Già, Ivano, l’oggetto della presunta contesa tra Sabrina e la cugina Sarah che avrebbe fatto scattare il movente della gelosia. "Lei lo voleva, lui giocava: è il dramma personale di Sabrina, la sua frustrazione", ha spiegato il pg – Sabrina era ossessionata da Ivano, come dimostrano i 4.500 sms scambiati tra i due da gennaio ad agosto 2010". Quanto alle fasi successive al delitto, il corpo di Sarah, secondo l’accusa, viene portato in garage, Sabrina resta in casa per far ritardare l’amica Mariangela Spagnoletti, Cosima e Michele Misseri si occupano del cadavere trasportandolo attraverso l’ingresso interno posteriore di casa che porta al garage. 

Nella ricostruzione della Procura generale ci sono anche i presunti tentativi di depistaggio di Cosima e Sabrina, le dichiarazioni autoaccusatorie "mutevoli e inattendibili" di Michele Misseri, tranne che per il ritrovamento del corpo di Sarah, i rapporti tesi all’interno della stessa famiglia di via Deledda, le testimonianze che farebbero cadere gli alibi dei tre principali imputati, uno scenario di piccolo centro di provincia a metà strada tra il 'bigottò e il 'reticentè.
In aula, su un piccolo schermo, sono state mostrate le immagini crude dei resti del corpo di Sarah, recuperato la notte tra il 6 il 7 ottobre 2010, 42 giorni dopo la scomparsa della 15enne. Michele Misseri ha assistito impassibile, mentre Sabrina è sembrata singhiozzare a tratti stringendo in mano un fazzoletto. "Sarah è stata uccisa più volte, fate giustizia", ha concluso il pg rivolgendosi alla Corte. Dal 15 giugno si riprende con le arringhe di difensori e parti civili.

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