Cerca

Sabato 21 Ottobre 2017 | 19:48

Caso Teleperformance e il taglio di 13 ore «No a ricatto dell'azienda»

Caso Teleperformance e il taglio di 13 ore «No a ricatto dell'azienda»
TARANTO - E' inaccettabile e grave il contenuto degli incontri tenuti tra l’amministratore delegato di Teleperformance, Gabriele Piva, e i lavoratori tarantini”. Lo sottolineano in una nota Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc riferendosi alla vertenza dei lavoratori del call center di Taranto, attualmente in perdita, a cui l’azienda chiede la modifica dei contratti e il passaggio da 33 a 20 ore settimanali. Le organizzazioni sindacali si dichiarano convinte che “il management aziendale stia operando nella direzione del ricatto piuttosto che del dialogo. Una battaglia giocata sui nervi nella quale, come denunciato proprio da alcuni lavoratori, sembrerebbe – aggiungono i rappresentanti sindacali – sia stato detto loro "o vi adeguate alla riduzione oraria oppure cercatevi un altro lavoro". Inoltre l’azienda ha tentato di scaricare sui sindacati le responsabilità: rimandiamo interamente al mittente le accuse avendo dimostrato nel tempo senso di responsabilità nei confronti della tenuta occupazionale e del tessuto produttivo”.

L'amministratore delegato Piva ai dipendenti ha voluto ricordare “il regolare pagamento degli stipendi” ma i sindacati rammentano “che ciò rientra negli obblighi datoriali e ricordiamo che anche quelli sono stati oggetto di tagli e contrazioni a carico dei lavoratori. Non accettiamo alcun ricatto. Siamo disponibili ad aprire un confronto – concludono i sindacati – che abbia alla base il rispetto delle relazioni industriali e l’applicazione delle norme previste dal Contratto nazionale del lavoro”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione