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Taranto, soffocò la madre chiesta perizia psichiatrica

Taranto, soffocò la madre chiesta perizia psichiatrica
MIMMO MAZZA
TARANTO - Una perizia psichiatrica per Francesca Martire, la 61enne arrestata dai carabinieri in quanto ritenuta responsabile dell’omicidio della madre Maria Luigia Magazzile, 93enne, trovata priva di vita dai carabinieri e dal personale del servizio di pronta emergenza 118 lo scorso 28 maggio, nella sua abitazione di corso Italia.

A chiedere al giudice per le indagini preliminari Valeria Ingenito l’affidamento di una consulenza tecnica, sotto forma di incidente probatorio, saranno nelle prossime ore il sostituto procuratore Filomena Di Tursi, titolare dell’inchiesta per omicidio, e l’avvocato Fabrizio Lamanna, difensore dell’indagata. L’avvocato Lamanna nominerà quale proprio consulente il dottor Roberto Catanesi, professore di psicopatologia forense del Policlinico di Bari.

Sempre l’avvocato Lamanna, inoltre, impugnerà al vaglio del tribunale del riesame l’ordinanza con la quale il giudice Ingenito lo scorso 30 maggio ha disposto la custodia cautelare in carcere per la 61enne, convalidando il fermo eseguito dai carabinieri su disposizione del pm Di Tursi.

Nel corso dell’interrogatorio di convalida, Francesca Martire ha spiegato che la sua intenzione era quella di «liberare» l’anziana madre dalle presenze che avrebbero infestato la casa e che dopo averle spinto un santino nella bocca ha tentato di aprirle la bocca per aiutarla a respirare. Inoltre, secondo la figlia, in casa della madre avrebbe percepito la negatività dovuta a precedenti riti esoterici che sarebbero stati commessi nell’appartamento. La presunta matricida è stata trovata delirante sul posto dagli investigatori dell’Arma al loro arrivo in quell'appartamento completamente messo a soqquadro. Il medico legale Marcello Chironi, già dal primo esame, aveva rilevato sangue ai bordi e all’interno della bocca della vittima con lacerazioni sulla lingua. Questo era bastato per capire che la 93enne era stata uccisa. L’esame autoptico ha confermato che in effetti si è trattato di omicidio. La donna, considerata l’età e il suo stato di salute, non sarebbe riuscita a opporre resistenza anche se sulle braccia ha qualche ematoma. Dopo l’omicidio, era stata proprio Francesca Martire a dare l’allarme al 118. All’arrivo dei soccorritori, la donna - in stato confusionale - cominciò a inveire contro il personale del servizio di emergenza, la polizia e i carabinieri tanto che fu necessario sedarla e sottoporla al Tso. La 61enne era tornata a casa dalla madre a metà maggio da Londra dive vive ormai da anni con il marito. Nei giorni insieme alla madre non si comprende cosa sia accaduto avendo assunto atteggiamenti incomprensibili tra cui quello di intonare canti di natura mistica e preghiere a voce alta fino nelle ore precedenti la tragedia. I vicini di casa hanno raccontato questi dettagli inquietanti, spiegando che la sera della brutale aggressione hanno sentiti urla lancinanti. Nell’abitazione una scena drammatica con quel cadavere riverso sul pavimento, tutto sottosopra come se fosse stata visitata dai ladri, il sangue anche su alcuni indumenti in camera da letto.

Una ricostruzione da brivido che confermerebbe i problemi di salute mentale dell’indagata, tanto da portare sia accusa che difesa a sollecitare una perizia psichiatrica.

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