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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 07:52

Mozzarelle antiracket Taranto si mobilita contro il clan del pizzo

di FRANCESCO CASULA
Mozzarelle antiracket Taranto si mobilita contro il clan del pizzo
di FRANCESCO CASULA

Nel giorno in cui l’Italia celebra il ricordo della strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvilo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, Taranto riesce a fare di più: una manifestazione di sostegno a Mario Lucaselli, commerciante tarantino che ha detto «no » al sopruso. Erano in tanti ieri mattina in via Temenide a due passi dal mercato Fadini: le «mozzarelle antiracket» sono andate a ruba. E mentre la politica in piena campagna elettorale abusa solo del termine «antimafia», i cittadini scelgono la testimonianza.

L’iniziativa sul consumo critico - lo stesso che l’associazione Addiopizzo a Palermo ha lanciato contro Cosa Nostra con il motto «pago chi non paga» - è riuscita a richiamare intorno al commerciante coraggioso, vittima di diversi attentanti, tanti cittadini. Come Piero Caroli che non usa mezzi termini: «sono stato qui anche venerdi perché questa storia deve finire. Dobbiamo essere noi a cambiare, magari smettendo di dare soldi ai parcheggiatori abusivi oppure riprendendoci questa via Temenide che sembra diventata una casbah. Questa città, narcotizzata dalla diossina, sembra perennemente in attesa di un Pirro che venga a salvarla e poi si ritrova sette decreti salva Ilva».

L’ultimo tratto di via Temenide in alcuni momenti è praticamente paralizzato: all’ingresso del caseificio c’è fila. Qualcuno scatta foto, qualcuno attende il proprio turno guardandosi intorno, qualche altro ripete uno slogan che diventa in breve il claime della mattinata: «mozzarelle e sorrisi». Susy Pedone stringe la busta con i latticini appena acquistati per «dire no al sopruso e manifestare solidarietà a Mario». Loredana Latagliata che ai tanti curiosi che chiedono cosa stia accadendo (o, peggio, chiedono se le mozzarelle oggi siano gratis) spiega invece che «oggi le mozzarelle di Mario sono più buone. Sono speciali perché nascono dal suo coraggio e vengono condivise con tanti cuori, quelli sani dei tarantini che non ci stanno a piegare la testa».

Dei tanti presenti, molti fanno parte di gruppi nati sui social network come «Sei di Taranto seà» o «Taranto fuori dal web», tanti altri sono giunti spontanemente dopo aver letto la storia di Mario sulla Gazzetta. In tarda mattinata arrivano anche Vincenzo Fornaro e Gianni Liviano, entrambi candidati alle regionali. Moltissimi continuano a chiedere informazioni: «È una manifestazione di sostegno a chi si è ribellato alla prepotenza» spiega qualcuno. A volte la risposta è stata un semplice cenno con la testa, altre volte non sono servite le parole: qualcuno ha sorriso e poi è entrato nel caseificio e ha atteso il proprio turno per comprare le mozzarelle antiracket.

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