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Esce «La Memoria dei vinti» testimonianze sulle guerre nel libro di Maristella Massari

Esce «La Memoria dei vinti» testimonianze sulle guerre nel libro di Maristella Massari

Dieci storie di resilienza, una finestra aperta su uno dei periodi più dolorosi del nostro Paese. La memoria dei vinti è il titolo del libro di Maristella Massari, giornalista della «Gazzetta», che esce in libreria edito da Mandese (pp. 120, euro 15,00) nel giorno del centenario della Grande Guerra (il 24 maggio 1915 l’Italia entrava nel conflitto). Il volume è un percorso che parte dalla prima guerra mondiale, attraversa la seconda e giunge al 25 aprile 1945. Le grandi battaglie, da Caporetto a Vittorio Veneto, dalla Campagna di Albania all’Africa Orientale, sono filtrate attraverso le testimonianze degli ultimi: soldati, carabinieri e marinai che, graziati da un destino benevolo, portarono a casa la pelle anche se  a prezzo di enormi sacrifici.

Molti di loro per anni hanno tenuto nascoste le vicende personali nel tentativo di cancellare dalla memoria la tragedia della guerra. C’è Vincenzo, il fante ragazzino spedito al fronte nel 1915 sulle Alpi Giulie da un piccolo paese della provincia di Taranto. Non aveva mai visto la neve e si salvò da Caporetto perché finì per essere sepolto vivo sotto i corpi dei suoi compagni morti. C’è Giovanni, il carabiniere diciottenne scampato miracolosamente alle decimazioni tedesche l’8 settembre del 1943 nelle campagne della Jugoslavia. C’è Michele, silurista del sommergibile Uarsciek, che naufrago e ferito, fu portato in salvo dagli Inglesi perché scambiato per il suo comandante del quale all’ultimo minuto prima di finire in acqua indossò la giacca. E poi ci sono i racconti della prigionia, gli stenti, la fame.

La raccolta nasce da una serie di interviste realizzate da Maristella Massari in venti anni di lavoro giornalistico. La memoria di quegli eventi è quello che resta all’Italia di tanti ragazzi mandati a morire per costruire un Paese migliore. Chi sopravvisse a quegli eventi ne uscì foolish and hungry, come avrebbe detto settant’anni più tardi Steve Jobs: folle ed affamato. Nella generazione dei sopravvissuti si innescò un percorso vitale di resilienza. Come per certi metalli, molti dei reduci riuscirono a conservare la loro struttura, nonostante una forza deformante come l’urto della guerra avesse cercato di piegarli. Assorbirono quell’energia e ne fecero tesoro. Chi fu sfiorato dalla mano della morte, per il resto della sua esistenza, fu attratto in maniera ipnotica dalla vita. Non perse mai la voglia di imparare, la curiosità di scoprire, l’ambizione di fare. Questa fu la spinta.

La memoria dei vinti, la cui prefazione è stata curata dall’Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, già capo di Stato Maggiore della Difesa e da Giusi Fasano, giornalista del «Corriere della Sera», sarà presentato lunedì 25 maggio alle 17.30 nel Castello Aragonese di Taranto, per gentile concessione e col patrocinio della Marina Militare.

r. c.

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