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Caso Scazzi, in tribunale il finto sogno del fioraio

di MIMMO MAZZA
Caso Scazzi, in tribunale il finto sogno del fioraio
di MIMMO MAZZA
TARANTO - Lo schieramento di mezzi e inviati era quasi quello dei bei (...) tempi, quando il giallo di Avetrana monopolizzava telegiornali, trasmissioni del pomeriggio, prime e seconde serate. Ma ieri mattina la prima udienza del processo nei confronti di Giovanni Buccolieri, il 43enne fioraio di Avetrana protagonista non secondiario dell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi, è durata appena un paio di minuti, il tempo necessario al sostituto procuratore Mariano Buccolieri e all’avvocato Pasquale Lisco, difensore di Buccolieri, di proporre al giudice monocratico Elvia Di Roma le questioni preliminari.

Alla sbarra si trovano Buccolieri e il suo amico Michele Galasso, entrambi ritenuti responsabili di false dichiarazioni al pubblico ministero. Buccolieri, in particolare, è finito nei guai per le diverse versioni fornite agli inquirenti su quanto vide il 26 agosto del 2010, giorno della scomparsa di Sarah Scazzi. In un interrogatorio del 9 aprile del 2011, il fioraio mise a verbale che «mentre era alla guida del suo furgone per le vie di Avetrana, il 26 agosto del 2010, poco dopo le 13.20 aveva visto Cosima Serrano, vicino alla sua autovettura Opel Astra grigio-azzurro, rivolgersi alla nipote Sarah che era ferma sul marciapiede, dicendole, con tono minaccioso “Moh ha nchianà intra la macchina”, contestualmente facendo un gesto perentorio con il braccio e con il dito indice.

Nell’occasione, Sarah era molto turbata e con la testa chinata; all’interno dell’auto della Serrano aveva scorto una sagoma di altra persona di sesso femminile con capelli legati all’indietro che si abbassava mentre Sarah entrava in auto dallo sportello posteriore destro; Cosima, vestita di scuro, rimaneva sorpresa non appena egli la incrociava con il suo furgone tanto che la stessa spalancava gli occhi repentinamente».

Dopo tale racconto, ritenuto cruciale dagli inquirenti prima e dalla corte d’assise poi per consolidare le accuse di sequestro di persona a carico di Cosima e Sabrina (entrambe condannate all’ergastolo), il fioraio Buccolieri però cambiò idea, sostenendo l’11 aprile del 2011 che si trattava solo di un sogno fatto dopo il ritrovamento del cadavere di Sarah. Michele Galasso, invece, è imputato per aver detto l’11 aprile del 2011 agli inquirenti di non aver avuto nessun contatto con il suo amico Buccolieri, tesi però smentita da intercettazioni telefoniche e tabulati che dimostrano come i due si siano sentiti, per concordare la versione da offrire agli investigatori, proprio mentre Galasso era in auto per raggiungere la Procura. Citato come testimone il 17 luglio del 2012 durante il processo per l’omicidio di Sarah, Buccolieri si avvalse della facoltà di non rispondere.

Ieri mattina l’avvocato Lisco ha chiesto al giudice Di Roma di escludere la fascicolo del dibattimento i numerosi verbali di assunzione di informazioni inseriti dal pubblico ministero e le motivazioni della sentenza della Corte d’Assise con la quale Sabrina Misseri e sua madre Cosima sono state condannate all’ergastolo. Il giudice deciderà nell’udienza del 20 maggio quando esaminerà anche le richieste di mezzi di prova. La pubblica accusa ha depositato una lista di testimoni composta da 12 persone. Si tratta di parenti e conoscenti del fioraio Buccolieri e dei luogotenenti dei carabinieri Antonio Calò e Giovanni Bardaro.

L’avvocato Pasquale Lisco, difensore di Giovanni Buccolieri, ha invece chiesto l’audizione del luogotenente dei carabinieri Fabrizio Viva, comandante della stazione di Avetrana, del luogotenente Armando Coccioli, dell’ex commessa del fioraio Vanessa Cerra e di sua madre Anna Pisanò, entrambe residenti da anni in Germania.

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