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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 11:10

Musica e impegno civile in 150mila a Taranto

Musica e impegno civile in 150mila a Taranto
TARANTO – Nella terra dell’Ilva, accarezzata dal mare e dominata dalle ciminiere, si balla e si resiste. Con la forza delle idee e il coraggio di chi vuole cambiare il presente e rovesciare il futuro. Decine di migliaia di persone hanno invaso il Parco Archeologico delle Mura Greche (oltre 150mila nel momento di maggior afflusso, 200mila per gli organizzatori) per assistere alla terza edizione del Concerto del primo maggio ideato dal Comitato "Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti", nato tre anni fa dopo il sequestro degli impianti inquinanti del Siderurgico.

La musica è così diventata un pretesto per raccontare i mali più profondi dell’Italia e "di cui troppo spesso – sostengono gli attivisti del Comitato – nessuno parla. Abbiamo voluto fare il punto sull'emergenza di Taranto, terra di inquinamento e ricatto salute-lavoro e dare voce a diverse realtà associative italiane che da anni si battono contro le ingiustizie e, in particolare, i reati ambientali e sul posto di lavoro». Un evento che parte dal basso, totalmente autofinanziato. È stato il primo maggio della Terra dei Fuochi, di chi si oppone alle trivellazioni petrolifere, di chi considera "uno sperpero di denaro pubblico" Tav ed Expo, di chi dice "no alla prevaricazione militare in Sicilia" nella vicenda Muos, di chi lotta tutti i giorni per vedere affermati i propri diritti nelle aule di Tribunale: da Taranto a Casale Monferrato.

"Noi non siamo in contrapposizione – ha spiegato il direttore artistico, Michele Riondino – con la festa musicale del primo maggio di Roma, siamo in contrapposizione con le scelte politiche imposte da quei sindacati che la organizzano. E' diventata un festival della musica italiana, di promozione degli artisti, ma ha perso di vista il punto politico ed è questo lo spazio in cui ci siamo inseriti, per parlare di lavoro».

Si sono alternati artisti affermati e band emergenti: dalla melodia di Francesco Baccini (che ha esordito con 'Ho voglia di innamorarmì e cantato il brano dedicato a Pino Daniele) al rock dei Marlene Kuntz e dei Velvet, da Caparezza ("in 41 anni – ha urlato rivolgendosi all’immensa platea – non ho mai visto nulla di simile in Puglia") alle contaminazioni musicali dei Subsonica (applauditissime 'Liberi tuttì e 'Up patriots'), dal cantastorie Mannarino (premiato nel 2014 come artista indipendente dell’anno) alla pizzica degli Officina Zoè. E ancora: Diodato, Elio Germano con le Bestierare, Davide Berardi, Iosonouncane, Brunori Sas, Ilaria Graziano e Francesco Forni, Roy Paci con Aretuska Allstars, John De Leo, Fido Guido e tanti altri. Il Concertone è stato presentato da Valentina Petrini, Andrea Rivera, Valentina Correani e Mietta.

La giornata si era aperta con il dibattito sul tema: "Legalità; quale giustizia?" con le testimonianze di don Palmiro Prisutto (parroco di frontiera in prima linea contro il petrolchimico del "triangolo della morte" Gela-Augusta-Priolo), Giovanni Grieco (il pastore che ha perso tutto a causa dell’inquinamento), Raffaella Ottaviano (che ha vinto la sua battaglia contro la camorra), il sindaco di Messina, Renato Accorinti ("sono qui per scelta e non all’Expo, dove si proclama di nutrire la terra e gli sponsor sono quelli che l’affamano").  Sul palco è intervenuto anche Marco Travaglio, direttore del "Fatto Quotidiano", che ha ripercorso la storia dei sette decreti salva-Ilva, dal primo del 2010, quando premier era Berlusconi, all’ultimo del 2014, firmato Renzi. "Sarebbe meglio definirli – ha chiosato – ammazza-Taranto. I tarantini meritano la medaglia d’oro della resistenza».

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