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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:40

Concertone a Taranto Il 1° maggio della «lotta» mostra le prime crepe

Concertone a Taranto Il 1° maggio della «lotta» mostra le prime crepe
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Prima che la terza edizione dell’1 maggio di Taranto cominci, il suo direttore artistico Michele Riondino annuncia alla stampa che sarà «molto probabilmente l’ultima, perché questo evento, che è auto-prodotto e che rifiuta ogni tipo di sponsorizzazione, compresa l’ultima di Puglia Sounds, non sta ricevendo dalla città il sostegno economico utile a sopravvivere».
Il countdown dell’atteso Concertone del Parco delle Mura Greche presenta un gusto amaro. La Festa dei Lavoratori «Made in Taranto», divenuta simbolo della lotta sociale nazionale, con un palco sempre più invitante per i musicisti (da Mannarino a Baccini, dai Susbonica a Caparezza, dai Marlene Kuntz a Brunori Sas) mostra le prime crepe.

«Nel promuovere la raccolta fondi - dice Riondino - il Comitato organizzatore dei Liberi e Pensanti ha ricevuto porte in facce dalla mia città e di questo me ne rammarico. Negozianti a cui è stato chiesto un contributo ed albergatori utili all’ospitalità hanno risposto negativamente, adducendo scuse banali come la crisi. Mentre a livello nazionale molte testate giornalistiche riconoscono il valore sociale ed artistico di questo evento, Taranto mostra apatia, non cogliendo l’occasione della rinascita».

Ma di fronte a privati non disposti a sostenere la manifestazione, ce ne sono stati molti altri che hanno sposato la politica «dal basso» del 1° maggio del Parco delle Mura Greche, dove per la prossima edizione saranno banditi dal Comune gli ambulanti e sarà vietata ai bar del rione Tre Carrare-Battisti la vendita di bevande in vetro ed alluminio, per ragioni di sicurezza a favore dei partecipanti che, secondo le previsioni, non saranno meno di centomila. La Festa dei lavoratori «libera e pensante» sottopone all’attenzione dell’Italia il tema «Legalità, quale giustizia?». Taranto, «dove modificando la Legge si è reso legale l‘inquinamento» (denuncia il Comitato nel suo documento politico) è lo scenario- simbolo della lotta sociale, di quella fame di lavoro e legalità che raccoglie una nazione intera.

Al mattino, infatti, la giornata partirà con un dibattito che comprenderà le testimonianze dell’impegno civile. Previsti diversi interventi, come quello di Raffaella Ottaviano ed i suoi «no» alla camorra; di Palmiro Prisutto, il parrocco siciliano anti-inquinamento; di Renato Accorinti, il sindaco di Messina contrario al Ponte sullo Stretto e per questo senza sostegno partitico.
«Abbiamo invitato alla discussione - evidenzia l’addetto stampa Gianluca Coviello - anche il Procuratore Capo della Repubblica di Taranto Franco Sebastio, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Al momento ci ha risposto solo quest’ultimo, che ha declinato l’invito».

Dal palco del 1° maggio il Comitato lancerà i suoi messaggi «contro». Sarà nuovamente evidenziata la proposta di chiusura delle fonti inquinanti «per una riconversione industriale di Taranto, che parta dall’impiego degli operai Ilva e dell’indotto nella bonifica, con corsi di formazione aperti anche ai disoccupati », ed attraverso una campagna social sarà «boicottato» l’Expo, «ennesimo simbolo di sperpero del Paese. Proprio nel giorno in cui la campionaria internazionale sarà inaugurata da Renzi - evidenzia Coviello - noi inviteremo il presidente del Consiglio a lasciare Milano per raggiungere Taranto dove al Parco delle Mura Greche si celebrerà la vera Festa dei Lavoratori».

La musica indipendente italiana ha sposato la causa dei Liberi e Pensanti. «Non vogliamo parallelismi con Roma - evidenzia Riondino - ma l’evento di Piazza San Giovanni si è ormai spogliato del suo abito sindacale, diventando una parata discografica. Qui a Taranto gli artisti che hanno deciso di esibirsi senza un cachet, lo hanno fatto semplicemente perché vogliono contribuire a soffiare il vento del cambiamento. Per una città di lavoro e salute». Confermata l’esclusione dei Nobraino («accettiamo le loro scuse per il post razzista infelice, ma la nostra decisione è ferma»), Riondino annuncia una probabile presenza musicale illustre dell’ultima ora.

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