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Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:54

Comune, di Taranto sono in arrivo tagli per 8 milioni di euro

Comune, di Taranto sono in arrivo tagli per 8 milioni di euro
di FABIO VENERE

TARANTO - Comune, tagli in arrivo per otto milioni di euro. Sarà, infatti, di queste dimensioni la scure governativa che, quest’anno, si abbatterà sulle casse dell’Amministrazione comunale di Taranto. In particolare, da quel che risulta alla Gazzetta, il cosiddetto fondo di solidarietà (ovvero, la quota dei trasferimenti statali) passa dai 44 milioni dell’anno scorso ai 36 milioni di euro del 2015. Otto in meno, appunto. E di questa riduzione, naturalmente, l’Amministrazione deve preoccuparsi nel definire la propria capacità di spesa. Il riferimento è al fatto che, oltre al mantenimento della gamma dei servizi, per quest’ultimo anno, l’Amministrazione Stefàno dovrà garantire la terza ed ultima quota prevista dalla ricapitalizzazione dell’Amiu. In effetti, nelle casse dell’azienda d’igiene urbana finiranno altri 6,5 milioni di euro proveniente dal Comune. Eppure, come si può leggere in questa stessa pagina, il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, ostenta ottimismo e si dichiara convinto che nonostante questi tagli non ci sarà alcuna sostanziale riduzione della spesa.

Intanto, sempre a proposito di bilanci, nei giorni scorsi, la giunta Stefàno ha approvato il conto consuntivo del 2014. Che si chiude con un avanzo di amministrazione pari a 65 milioni di euro. In realtà, 3,8 milioni di euro di questi sono considerati «vincolati» (da utilizzare per il finanziamento di mutui accesi) mentre 61,6 milioni di euiro non sono vincolati e, quindi, utilizzabili.

In realtà, alla fine, il risultato dell’avanzo di amministrazione sarà diverso. Forse anche dimezzato. E questo, probabilmente, dopo il lungo lavoro di accertamento dei cosiddetti residui attivi e passivi insereiti nel bilancio comunale. Con questi termini, infatti, si indicano le somme che l’Amministrazione comunale ritiene di poter ancora incassare (residui attivi) e quelle che, invece, potrebbe ancora essere chiamata a versare (residui passivi). Gli uffici finanziari del Comune, diretti da Pietro Lucca, hanno già stralciato i residui ormai considerati inesigibili ma, da quest’anno, c’è una sostanziale novità. Che, in base al principio dell’armonizzazione della contabilità, impone agli enti locali non solo di riaccertare ulteriormente le somme indicate come residui ma di istituire anche un fondo di accantonamento in cui far confluire queste «voci» contabili. In particolare, nel conto consuntivo 2014, i residui attivi (somme da incassare ancora) vengono indicati in una cifra che supera i 219 milioni di euro mentre quelli passivi in 261 milioni di euro.

E se per affrontare l’emergenza profughi, dalle carte del bilancio emerge che il fondo è insufficiente e che il Comune attende dallo Stato 800mila euro, una parte importante del rendiconto del 2014 del Comune è dedicata ai debiti fuori bilancio. Si tratta, tanto per capirsi, di debiti che si formano durante l’ordinaria attività dell’Amministrazione ma che non erano stati inseriti nel bilancio di previsione o che sono stati causati da spese sostenute senza la relativa copertura finanziaria.

Migranti e «fuopri bilancio», dunque. A preoccupare, però, potrebbe essere la nota della direzione Servizi sociali sulle spese per l’accoglienza dei minori arrivati a Taranto durante gli sbarchi di migranti della scorsa estate. Nella delibera viene riportato che «la somma stanziata di 4 milioni risulta insufficiente a coprire l’effettiva necessità del servizio». E, quindi, le strutture di accoglienza non sono state pagate interamente. Per questo, si attende che arrivino i finanziamenti ministeriali.

A proposito dei debiti fuori bilancio, invece, tra i tanti, si segnala che la Cisa (la società che gestisce la discarica di Massafra in cui l’Amiu cxonferisce i rifiuti raccolti) ha presentato una fattura di 196mila euro. Ma non solo. La stessa Cisa ha successivamente comunicato che, in virtù della «indicizzazione della tariffa», il Comune di Taranto deve versare nelle sue casse (quasi) 400 mila euro.

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