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Marò, martedì ricorsi a esame di Corte indiana

Marò, martedì ricorsi a esame di Corte indiana
NEW DELHI - La prossima udienza in Corte Suprema a New Delhi sul ricorso presentato dai Fucilieri di Marina pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per escludere dal processo che li riguarda la polizia investigativa Nia, è stata messa in calendario per martedì 28 aprile.

L'udienza si svolgerà davanti a tre giudici che esamineranno anche il ricorso di Kilsariyan, un pescatore che chiede di revocare l’inapplicabilità nel processo della legge indiana contro il terrorismo marittimo (Sua Act).

Il tribunale, composto dai giudici Anil R. Dave, Gopala Gowda e C. Nagappan, prima di tutto prenderà atto delle posizioni delle diverse parti interessate - i ministeri di Interno, Esteri e Giustizia, e della polizia Nia - sulla richiesta italiana di esclusione della Nia dal caso.

Lo scorso anno, infatti, la Corte Suprema accettò di escludere nella formulazione dei capi di accusa contro Latorre e Girone la Legge indiana per la repressione della pirateria marittima (Sua Act). Per questo, hanno sostenuto i legali di parte italiana, la Nia deve essere esclusa dalla redazione dei capi di accusa perchè in base al suo statuto essa non può operare senza utilizzare leggi antiterrorismo, come è appunto il Sua Act.

La novità della prossima udienza sarà poi che il massimo tribunale ha deciso di agganciare al ricorso italiano quello di Kilsariyan, un pescatore che era a bordo del peschereccio St.Antony implicato nell’incidente con la petroliera Enrica Lexie il 15 febbraio 2012 e su cui morirono due persone.

Il 10 novembre 2014 la Corte Suprema considerò ammissibile il suo ricorso. In sostanza in esso si chiede di reintrodurre nella denuncia del processo contro i due militari italiani, mai cominciato presso un tribunale speciale di New Delhi, «le principali disposizioni» del SUA Act e dell’Admiralty offences (Colonial Act).

«GRAZIE, MATTARELLA»«Nel leggere le parole che in occasione della ricorrenza del 25 aprile il Capo dello Stato ci ha dedicato, non posso non rivolgermi a lui con umiltà e ringraziarLo per il pensiero rivolto a noi ed all’assurda ed ingiusta vicenda che ci coinvolge da troppo tempo». Lo scrive su Facebook Massimiliano Latorre. «Pur con uno stato d’animo offuscato gioisco per questa preziosa ricorrenza anche se, nonostante il conforto derivato dal suo gradito incoraggiamento, non è per me possibile gioirne appieno».

«Mi reputo “fortunato” ad avere ancora oggi la possibilità di poter interagire con il mondo, nonostante le difficoltà che cerco di non lasciar trasparire», sottolinea Latorre spiegando che «purtroppo ciò non mi esime dalla costante sofferenza e dall’enorme peso che a tutt'oggi sento gravare sulle nostre sorti ancora incerte ed indefinite. E, nonostante la mia permanenza in Italia realizzata non certo per mia scelta, sento ancora forte l’impegno morale e professionale nei confronti di Salvatore, costretto in ambasciata tra mille interrogativi», aggiunge rivolgendosi al commilitone Salvatore Girone.

«Un impegno - assicura Latorre - che vivo responsabilmente sia come uomo che come militare responsabile del team di cui ero orgogliosamente a capo. Tutti quanti noi attendiamo in Italia, e non soltanto, il termine di quest’ingiustizia. Così come all’atto del suo insediamento - conclude riferendosi al Capo dello Stato - anche oggi esprimo esser a completa disposizione del Comandante Supremo delle Forze Armate ad un incontro. W l’Italia, WWWW gli Italiani».

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