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Lunedì 25 Settembre 2017 | 11:56

1° maggio:a Taranto musica e lavoro con Caparezza e Subsonica

ROMA – Un concerto per non spostare l'attenzione da Taranto e dalla drammatica situazione lavorativa e ambientale legata allo stabilimento dell’Ilva. Un concerto, giunto alla terza edizione, che oltre alla musica, che nel 2014 richiamò 100mila presenze e scatenò 9 milioni di tweet, non dimentica di lanciare un messaggio politico forte e chiaro nel segno della "giustizia e della legalità"
1° maggio:a Taranto musica e lavoro con Caparezza e Subsonica
ROMA – Un concerto per non spostare l'attenzione da Taranto e dalla drammatica situazione lavorativa e ambientale legata allo stabilimento dell’Ilva. Un concerto, giunto alla terza edizione, che oltre alla musica, che nel 2014 richiamò 100mila presenze e scatenò 9 milioni di tweet, non dimentica di lanciare un messaggio politico forte e chiaro nel segno della "giustizia e della legalità".
Per chiedere, tra le altre cose, la chiusura di tutte le fonti inquinanti, la riconversione industriale di Taranto, l’impiego degli operai Ilva e dell’indotto nelle operazioni di bonifica, l’esenzione ticket per tutti i residenti per patologie legate all’inquinamento.

Sul palco, sotto la direzione artistica dell’attore tarantino Michele Riondino con il contributo di Roy Paci, saliranno annunciati da Valetina Petrini, Valentina Correani, Andrea Rivera e Mietta: Officina Zoè, Bestierare con il Muro del Canto, Iosonouncane, Velvet, Ilaria Graziano & Francesco Forni, Brunori Sas, Diodato, Bud Spencer Blues Explosion, Francesco Baccini, Andrea Rivera, Roy Paci & Aretuska, Subsonica, Marlene Kuntz, Caparezza, NoBraino, LNRipley, Fido Guido. Ai quali si affiancheranno nei prossimi giorni altri nomi: tra questi dovrebbero esserci Nina Zilli, Mannarino e Fiorella Mannoia.

Non mancheranno anche interventi estranei alla musica, come quello del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che nel clou dell’evento ripercorrerà la storia dei decreti salva-Ilva e della famiglia Riva. Ci saranno anche, in contrapposizione con il silenzio che arriva da istituzioni e chiesa locale, anche il sindaco di Messina Renato Accorinti, primo oppositore del Ponte di Messina, e don Plamiro Prisutto, parroco di frontiera in Sicilia in prima linea contro il petrolchimico del "triangolo della morte" Gela-Ragusa-Siracusa. Accantonati i dissidi del passato con la piazza di San Giovanni a Roma, Michele Riondino, orgoglioso del fatto di non avere sponsor ("Il 1° maggio di Taranto non è in vendita") procede sicuro per la sua strada.
"Il primo anno abbiamo messo la freccia, il secondo ci siamo affiancati, ora tentiamo il sorpasso – dice l’attore -. Non siamo però contro la manifestazione musicale. La contrapposizione è sui sindacati e sulle scelte scellerate che hanno fatto a Taranto. Per questo non potrà esserci gemellaggio".

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