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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:50

Ilva, disastro ambientale tocca ai legali di Vendola Pm: 10 mesi a Nicastro

Ilva, disastro ambientale tocca ai legali di Vendola Pm: 10 mesi a Nicastro
TARANTO – E' cominciata a Taranto, davanti al gup del Tribunale Vilma Gilli, l’udienza preliminare del procedimento per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva, che vede alla sbarra 52 imputati (49 persone fisiche e tre società). Anche oggi l’udienza è riservata alle arringhe delle difese.

Il primo a prendere la parola è stato l’avvocato Marco De Luca per conto dell’ex presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano, che ha sottolineato la mancanza di atti concreti firmati dal suo assistito, che ha ricoperto l’incarico solo per venti giorni, accusato di concorso in disastro ambientale. E’ stata rinviata al 15 aprile l’arringa dei difensori di Nicola e Fabio Riva, mentre verranno discusse le posizioni del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (con l'ascolto in aula di intercettazioni telefoniche), accusato di concussione, e dell’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso.

Oggi si discute anche il giudizio abbreviato chiesto dall’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro (presente in aula), che risponde di favoreggiamento, con la requisitoria del pm e l’arringa dell’avvocato Michele Laforgia. La sentenza del gup sarà contestuale alla decisione sulle richieste di rinvii a giudizio. Ha inoltre chiesto il rito abbreviato l'imputato Roberto Primerano.

PM CHIEDE 10 MESI PER NICASTRO  - La condanna alla pena di 10 mesi di reclusione per favoreggiamento personale è stata chiesta dal pm Remo Epifani nei confronti dell’assessore all’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro, magistrato in aspettativa, uno dei 52 imputati del procedimento che si sta celebrando davanti al gup di Taranto Vilma Gilli per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva.

Secondo l’accusa, Nicastro – che ha chiesto il giudizio con rito abbreviato – ha favorito il presidente della Regione Nichi Vendola, che risponde di concussione, sottacendo alcune circostanze a lui note in riferimento alle presunte intimidazioni poste in essere da Vendola nei confronti del direttore regionale dell’Arpa Puglia Giorgio Assennato per indurlo a posizioni più concilianti con la dirigenza Ilva. Dopo la requisitoria del pm è iniziata l’arringa dell’avv. Michele Laforgia, difensore di Nicastro.

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