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Marò, richiesta permesso per Latorre: pm indiano non si oppone a proroga

Marò, richiesta permesso per Latorre: pm indiano non si oppone a proroga
di Monica Arcadio

TARANTO - Il 12 aprile scade per il marò Massimiliano Latorre il permesso di stare in Italia per motivi di salute. Domani, però, per il fuciliere della Marina Militare sarà una giornata importante perché la Corte Suprema indiana esaminerà la richiesta avanzata dall’avvocato di parte relativa a una seconda estensione di quel permesso. Massimiliano Latorre e i suoi familiari attendono fiduciosi e speranzosi la sentenza dei giudici, considerato che il militare tarantino ha intrapreso un lungo percorso di riabilitazione dopo l’ictus che lo aveva colpito ad agosto proprio mentre era in India e che lo aveva visto rientrare in Italia. Ieri mattina i giudici della terza sezione hanno accettato la richiesta del legale Soli Sorabjee di mettere in calendario una udienza nella quale sarà presentata la richiesta di proroga alla quale il pubblico ministero non ha opposto obiezione. In aula c'era il neo ambasciatore d’Italia a New Delhi, Lorenzo Angeloni, che sta seguendo da vicino tutte le tappe della complessa vicenda giudiziaria. Il 14 gennaio la Corte Suprema aveva concesso a Latorre di stare altri tre mesi in Italia per proseguire il trattamento terapeutico. Il fuciliere, che insieme al collega Salvatore Girone si trova in libertà provvisoria dietro cauzione con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani, era stato ricoverato il 31 agosto a causa di un ictus cerebrale. Le sue condizioni di salute avevano obbligato gli avvocati a chiedere e ottenere dalla Corte Suprema l’autorizzazione a rientrare in Italia per la convalescenza. Ora c'è grande attesa in casa Latorre per questa nuova richiesta di proroga di proseguire il percorso di riabilitazione in Italia. Una occasione, questa, che ha dato il la a diverse reazioni giunte da più parti nel mondo politico.”Massimiliano Latorre resti in Italia. Salvatore Girone torni in Italia. Sui Marò Renzi incapace e in ginocchio davanti all’India. Ora basta!”. Lo scrive su Twitter Maurizio Gasparri (Fi). Su facebook, invece, scrive il leader della Lega Matteo Salvini. “Dopo 3 anni e 3 diversi governi - cosi si esprime - ancora niente di fatto per i due marò. Monti, Letta e Renzi: a Bruxelles e a livello internazionale non contate niente! Con la Lega al governo, i due marò sarebbero già a casa. Renzi, stiamo arrivando!”. Risponde il deputato del Pd Federico Gelli: «Gli attacchi sulla vicenda dei due marò da parte di Matteo Salvini e Maurizio Gasparri, di nuovo alleati di ferro dopo le divisioni di facciata, sono stupefacenti. Fingono di dimenticare che all’origine del caso c'è un decreto scritto male dal governo Berlusconi, di cui la Lega esprimeva tra l’altro il ministro dell’Interno». «Speculare sulla sorte dei due militari – spiega Gelli – per una sterile polemica politica qualifica chi se ne rende protagonista. Sorprende che a farlo sia chi porta la responsabilità di aver sostenuto il governo che ha creato le condizioni affinchè un incidente come quello in India si verificasse». Intanto, aldilà delle polemiche politiche, la famiglia di Latorre aspetta questa nuova sentenza, ma soprattutto attende - come la famiglia Girone - che la vicenda giudiziaria si risolava quanto prima e nel migliore dei modi.

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