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Martina, il Consiglio «apparecchia» la mensa scolastica

Martina, il Consiglio «apparecchia» la mensa scolastica
di PASQUALE D’ARCANGELO

MARTINA - «I genitori degli alunni che beneficiano del servizio mensa, possono chiedere, tramite i rappresentanti di classe/sezione, la verifica di un pasto presso la mensa scolastica. L'esercizio di tale diritto è subordinato alla presentazione di richiesta scritta alla segreteria della scuola frequentata dall'utente e dovrà essere presentata al massimo entro le ore 9,30 del giorno in cui si intende effettuare il controllo, che dovrà avvenire in presenza del Responsabile del servizio di somministrazione della Ditta. La Segreteria della Scuola avrà cura di informare immediatamente l'ufficio dei Servizi Scolastici comunale, trasmettendo la richiesta del genitore e, al termine della verifica, le risultanze della stessa».

E’ questo il regolamento del servizio di refezione scolastica comunale che consente il controllo sulla qualità dei pasti erogati. Ma il meccanismo sembra complesso. E l’opposizione dopo una serie di proteste e di denunce, ma anche una serie di proposte fino alla realizzazione di un a cucina comunale, torna all’attacco per le difficoltà del servizio catering, al quale da una parte non si abituano tanto facilmente i genitori che hanno preclusione di fronte ai pasti preparati fuori città (per una clausola contrattuale che fissava l’opportunità fino a 20 chilometri dal centro) e trasportati nelle varie scuole, dall’altra evidentemente il servizio presta disfunzioni e criticità, soprattutto per gli asili.

Il costo dei pasti, garantiti finanche da un contributo regionale a garanzia della qualità e dell’efficienza del servizio che nessun Ati locale è riuscito a controbattere per i problemi della sicurezza e dell’igiene, dopo che per anni le coop martinesi di cuoche e bidelle hanno fatto da mangiare a diverse generazioni. Il mancato adeguamento delle cucine ha indotto il Comune ad un servizio di refezione esterno, che non può piacere a tutti i genitori. Ma resta l’unica opportunità sulla quale è difficile vigilare. E stavolta Fumarola, Miali, Muschio di Area Popolare, Castellana e Marraffa di Idealista, l’indipendente Balsamo e Pulito e Bello di Forza Italia vogliono discutere per mettere sulle tavole delle mense scolastiche anche gli strumenti per misurare le qualità di ogni singolo prodotto viene servito, non condividendo le certificazioni collettive che evidentemente lo garantiscono. La mensa scolastica non è un ristorante, dove i piatti che non vengono bene tornano in cucina per essere rifatti. Il catering a tanta distanza dalla scuola non sembra offrire neanche un panino come alternativa. Ma oltre al cibo, stavolta si guarda alla dignità dei minori. Sta qui la sfida vera.

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